OPINIONE Letto 5475

Il cazzaro verde


Foto © Acri In Rete



Mentre è impegnato nel tour lungo la penisola, seguito dagli immancabili sermoni sui social per la diffusione del verbo agli estasiati “apostoli”, a quanto pare sempre più numerosi, Matteo Salvini (Sempre sia lodato!) rischia di inciampare ancora su una questione di soldi, questa volta però si parla di rubli.
Dopo i 49 milioni di euro (100 miliardi circa del vecchio conio!!) che la Lega deve restituire in “comode rate”, distribuite in 80 anni grazie alla decisione presa evidentemente dall’unico Procuratore non comunista, secondo il pensiero di Matteo che ritiene che i Procuratori non in linea con le sue aspettative siano tutti di sinistra.
Al leader leghista è capitata quest’altra “grana” (è proprio il caso di dire) quella dei presunti finanziamenti del Cremlino. Inizialmente sulla questione il venerato Matteo (Sia sempre lodato!) ha fatto il duro e puro: “Mai preso un rublo!” ha sentenziato, minacciando querele a destra e a manca. Poi sono uscite le imbarazzanti registrazioni, nelle quali un suo collaboratore chiede un 4% e subito con destrezza ha rivisto la strategia affermando, quasi a voler prendere le distanze, di non entrarci nulla.
Considerando però quello che sta ancora emergendo dall’inchiesta, non mi meraviglierei se tra non molto il leggendario Ministro venisse colpito dalla sindrome di “Scaiola” e alla fine ammettesse di aver ricevuto rubli, ma “…a sua insaputa!”
Tanto come è noto, la parola dell’illuminato Matteo è, per molti, comunque Vangelo (in alto i cuori!)
Intanto tra una cena e una benedizione leghista, con la scusa dell’autonomia regionale, pensa di proporre di abbassare gli stipendi dei docenti al Sud rispetto a quelli del Nord.
Una “ideona”, che ne esalta le doti da statista folgorato (illuminato pare esagerato!) sulla quale, ovviamente, non sono mancati i commenti indignati, rivolti perlopiù ai meridionali che dimostrano simpatie leghiste. Nella nostra Regione la Lega raccoglie molti consensi, non per niente, Salvini è un “Senatore calabrese”.
Ora, se alle prossime elezioni regionali non si riuscirà a proporre nomi affidabili, persone di qualità in grado di chiudere definitivamente con il passato e proporre una visione nuova e credibile per questa terra, gente che sia in grado di riaccendere le speranze e attrarre consensi in una Regione che sembra ormai rassegnata e per moltissimi aspetti lasciata alla deriva, non meravigliamoci poi se, nonostante le mille contraddizioni, l’arroganza, il cinismo e la spocchia con la quale furbescamente “l’eletto” si sottrae a domande incisive, molti continueranno a riporre in lui l’unica speranza.
Non va dimenticato che fino a qualche anno fa il senatore calabrese di cui sopra, sognava addirittura la Padania libera, posti riservati in metropolitana ai milanesi e forse il Vesuvio in eruzione, considerato cosa cantava sui napoletani.
Ah! Se fossimo più coerenti, sai quante pernacchie riserveremmo a questa sorta di Zorro alla rovescia che vorrebbe prendere ai poveri per dare ai ricchi.
Non un intrepido supereroe dunque, ma semplicemente un bizzarro cazzaro verde!

PUBBLICATO 13/07/2019  |  © Riproduzione Riservata




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