OPINIONE Letto 4084

SUDditanze


Foto © Acri In Rete



L’emergenza certamente non è ancora finita, però le misure adottate cominciano a mandare i primi segnali positivi che lasciano intravedere finalmente il possibile raggiungimento dei risultati sperati.
Non è certo però il caso di rilassarci e abbassare la guardia. Anzi, è proprio questo il tempo di rendere più incisive le azioni difensive intraprese. Insomma, bisogna tenere duro ancora per un po’ e continuare ad utilizzare bene la più efficace arma che abbiamo per contrastare il virus: restare stare a casa!
Tuttavia, vi siete mai chiesti cosa sarebbe successo se il primo focolaio fosse partito dal Sud? Per intenderci da Catania-Messina a salire su per lo stivale.
Lo scenario che oggi si sarebbe presentato agli occhi del mondo sarebbe di gran lunga più grave di quello già inquietante di Lombardia-Veneto e Piemonte messe insieme.
Questo, non certo perché la qualità del nostro personale sanitario sia inferiore a quello del Nord, tutt’altro! La catastrofe si sarebbe originata per una serie di motivi nel tempo diventati cronici. nell’ordine: la mancanza di strutture adeguate; la palese disorganizzazione; l’inadeguatezza di chi ricopre ruoli decisionali; la mancanza di posti letto sia in pre-intensiva che in terapia intensiva vera e propria, nonché per la eterna insufficienza numerica di personale medico-infermieristico.
Insomma, l’insieme di tutti questi elementi negativi avrebbero contribuito a realizzare una miscela esplosiva con effetti potenzialmente devastanti e scenari apocalittici.
In altre parole, tuti noi avremmo corso il rischio concreto di venire decimati da un virus che, come abbiamo visto, si diffonde alla velocità della luce.
In un contesto del genere, non ritengo azzardato immaginare gli effetti che questo avrebbe prodotto nel resto del Paese. Non mi sarei stupito se, ad esempio, per contenere il diffondersi del virus sarebbero state apportate misure di contenimento molto severe.
Come il blocco dei voli e magari la costruzione di una barriera stradale tra Napoli e Bari presidiata dall’esercito, per impedire qualsiasi spostamento da Sud a Nord.
Insomma, saremmo stati tagliati fuori dal resto d’Italia magari con l’idea di dover salvaguardare il motore produttivo del Paese
Ritenete questa un’ipotesi azzardata? Forse, comunque sarebbe opportuno non sottovalutare il gravissimo pericolo corso perché è chiaro che (al momento!) ci è andata bene.
Sarebbe per questo il caso di accendere almeno un cero al giorno, per tutta la durata della pandemia, a San Francesco di Paola e al nostro Sant’Angelo.
Al termine della emergenza avremo imparato qualcosa? Lo spero, ma resto scettico.
Eppure dopo questa esperienza non dovrebbero esserci più scuse né attenuanti per non voler voltare finalmente pagina.
Forse potremmo non avere un’altra occasione per farlo! Bisogna però incominciare da subito. Come? Intanto, vigilando con serietà affinché le ingenti risorse, destinate alle imprese per il loro rilancio, non finiscano in mani sbagliate come teme il dott. Gratteri.
Investendo fin da subito nelle qualità delle menti più brillanti che escono dalle nostre Università, creando le condizioni affinché riescano ad esprimere al meglio le proprie potenzialità, senza dover migrare altrove per poterle mettere in atto. Quale occasione migliore per liberare i giovani dalla schiavitù dell’eterno precariato? È forse giunto il momento di utilizzare finalmente il parametro della meritocrazia per designare i responsabili dei settori strategici della sanità e non solo, smettendo di piazzare nei posti strategici il solito galoppino del politico di turno.
A proposito di politica, non sarebbe il caso che i partiti approfittassero dell’occasione per rinnovarsi completamente, attingendo alle migliori risorse del territorio e non costringendoci a votare sempre la peggiore feccia spacciandola per vino novello!
È vero siamo una regione complicata che vive una realtà complessa e subisce il pesante condizionamento della ‘ndrangheta.
Vogliamo per questo restare per sempre genuflessi e continuare a baciare le mani o rialzarci?
Questa drammatica esperienza dell’emergenza Codid19 ci darà spero la possibilità di aprire una nuova fase, una nuova stagione.
Toccherà a noi saperla cogliere.
Potrebbe rappresentare una rinascita, una nuova primavera.
Sarebbe un peccato mortale farcela sfuggire, magari con la banale scusa di essere allergici al polline!

PUBBLICATO 14/04/2020  |  © Riproduzione Riservata




L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.






ADV



Ultime Notizie

OPINIONE  |  LETTO 2487  
Perché?
Chi non conosce il valore delle parole, ne usa poche e senza valore, dirà “mi dispiace, era una brava persona” oppure solo “mi dispiace” e si bat ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 1282  
Gruppo Territoriale M5S Acri e Sinistra Italiana uniti per affrontare le sfide del territorio
Si è svolto lo scorso venerdì l’incontro della coalizione Alternativa per Acri, coalizione nata nel 2022 dall’unione tra Movimento 5 Stelle e Sin ...
Leggi tutto

AVVISO  |  LETTO 1712  
Domenica 17 e Lunedì 18 Agosto la 39ª Festa degli Amici
Torna l’appuntamento fisso nella calda estate acrese 2025. Nella frazione di Pertina 154 in Acri (CS), nella sede dell’Associazione “Il Ritrovo” ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 1141  
Continuate a suonare
Don Lorenzo Milani dal trasferimento punitivo in quel di Barbiana riuscì a far passare il messaggio di una scuola che doveva prendersi cura dei p ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 1671  
Sprofondare lentamente
Che bello! Ad Inizio ottobre si torna a votare, con largo anticipo rispetto alle previsioni. Un po’ come quando al ristorante ti portano il conto ...
Leggi tutto

ADV