COMUNICATO STAMPA Letto 7129

La verità... Sempre


Foto © Acri In Rete



Apprendo dagli organi di stampa delle dimissioni da primario Chirurgo del P.O.di Acri del Dott. Guzzo.
Premetto che stimo il Dottore Guzzo che reputo professionista serio ed affidabile ma, al tempo stesso, ammetto che la sorpresa è stata tanta, per tutta una serie di motivazioni che adesso vado ad esplicitare: intanto mi preme chiarire che al sottoscritto non è MAI stato comunicato nulla, infatti lo stesso Dott. Guzzo, come è evidente, non mi ha inserito fra i destinatari. Mi rendo conto che le buone maniere ed il rispetto tra colleghi oramai è merce rara.
Per cui mi limiterò alla verità dei fatti, partendo da quanto ammesso dallo stesso Primario dimissionario e cioè, che già due anni fa in modalità verbale, era stato incaricato di occuparsi della chirurgia di Acri.
Ebbene a memoria non ricordo sedute operatorie o altre attività svolte dal Dottore Guzzo su Acri.
Nonostante ciò oggi viene a pubblicare i numeri, sempre in calando, della sua chirurgia.
Per cui la domanda è molto semplice: dov’è stato in tutto questo tempo e come mai solo adesso si è accorto che il reparto di cui lui stesso ammette di essere responsabile da anni non ha prodotto per quanto avrebbe dovuto???
Voglio ricordare che la Direzione di presidio non può ingerirsi nell’organizzazione delle attività dei reparti soprattutto se esiste una struttura complessa pagata proprio per questo.
In riferimento all’inizio dei lavori francamente non capisco di cosa avrei dovuto avvisarlo visto che è stato il Commissario dell’ASP di Cosenza a dare disposizioni circa l’attivazione del reparto COVID, dopo relazione positiva a firma del sottoscritto e dopo che la struttura regionale per l’emergenza COVID ha modificato, di fatto, l’ordinanza N°82 inserendo il P.O. di Acri tra i percorsi COVID.
Semmai di questo dovrebbe chiedere al Commissario ASP e non al sottoscritto.
È bene ricordare che il Dottore Guzzo non può in alcun modo contestare quanto scritto dalla Regione e quanto stabilito dal Commissario ASP in quanto subordinato gerarchicamente tant’è che la disposizione è stata fatta, al dimissionario, dal Direttore dello SPOKE Corigliano/Rossano, Dott. Carino, anche lui in aperto contrasto e conflitto con Acri. Colgo l’occasione per evidenziare che di quest’ultimo si ricorda una sola visita presso il nostro nosocomio avvenuta più di tre anni fa e, nonostante questo, ha dichiarato che non avrebbe mai autorizzato l’apertura del reparto COVID, dimostrando una pregiudizialità inspiegabile proprio perché, evidentemente, non conosce né l’ospedale e nemmeno la struttura(forse neanche la strada per arrivarci).
Alcuni bene informati parlano di un disegno da mettere in atto per depotenziare Acri per poi spostare risorse su Rossano, in modo da risollevare le sorti di quell’ospedale a discapito del nosocomio acrese.
Non vogliamo crederci ma forse, tale ipotesi, non è poi tanto campata in aria, altrimenti non si spiegherebbe come mai tutti i primari nominati su Acri non hanno dato alcun supporto, nonostante il D.M. 70 parli chiaro, tant’è che affida agli SPOKE di riferimento l’onere di intervenire quando gli ospedali di zona disagiata sono in carenza di risorse.
Stranamente da noi è successo il contrario.
È palese che la rinascita del nosocomio acrese non è vista di buon occhio da chi, all’interno dello stesso ospedale di Acri ancora oggi, tenta di mantenere ruoli e posizioni non più sostenibili a discapito della collettività.
A queste persone mi sento di dire che sia il sottoscritto che i miei collaboratori non faremo nessun passo indietro e difenderemo questo ospedale contro tutti e tutto, con le unghie e con i denti impedendo a chiunque scippi di risorse, perché crediamo in un futuro migliore e nemmeno poi tanto lontano.

PUBBLICATO 04/12/2020  |  © Riproduzione Riservata




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