RELIGIONE Letto 2553

Cielo e terra


Foto © Acri In Rete



Siamo chiamati ad essere umani in tutti i diversi modi. Il verbo che maggiormente avvalora questo comportamento è “tollerare”. Nel 2001 Ratzinger ebbe a ripetere la massima medioevale: “fuori della Chiesa non vi è salvezza”, suscitò commenti negativi.
Certamente la nostra è vera Religione, ma non per questo si devono ignorare e biasimare le altre credenze che sono: “braccia tese verso il cielo” e Dio ascolta le loro suppliche”.
Non fare attenzione alle altre credenze è un offendere lo Spirito Santo che alimenta sempre le dimensioni spirituali.
La Chiesa è e rimane “Casa aperta” in cui tutti trovano posto e si sentono accolti, non discrimina, cerca l’incontro diretto con Cristo Gesù che riscalda il cuore e porta gioia alla vita. Se si cammina in tale atmosfera ci si incontra ancora in maestosi Templi e bellissimi riti con persone profondamente religiose.
Tutti siamo come circondati da opportunità di imparare ad incontrare Dio sui molteplici percorsi.
Una tribù Indios della foresta brasiliana, ogni anno celebra il “Matrimonio tra Cielo e Terra”, ritiene che da questo matrimonio nascono tutte le cose.
Praticamente integra tutti gli elementi, comprese le Stelle dalle quali nascono i figli e le figlie. In definitiva si tratta di profonda comunione con la natura, con i prati, con tutti gli animali. Il capo Pellirossa Seattle scriveva nel 1853: “siamo parte della Terra ed essa è parte di noi, i fiori profumati sono nostri fratelli, le creste scoscese e le verdi praterie, il colore degli animali e degli uomini… tutti partecipiamo della stessa famiglia”.
C’è meravigliosa unione tra Dio, mondo, uomo, donna, terra, sole, animali. Un mio confratello ha fatto questa bella esperienza in Guatemala nella foresta: “Festa in foresta”: popolo, sacerdote, sacerdotesse.
Prima si invocano le energie delle montagne, delle acque, dei boschi, del sole, di Madre Terra. Poi si accende il fuoco sacro e tutti vi danzano attorno gesticolando e cantando. Il mio confratello resta seduto perché ha preso una storta, il ginocchio è dolorante e gonfio.
Una sacerdotessa si avvicina, gli mette la mano sul petto e preme con forza. Gli dice “hai un ginocchio gonfio, vieni con me vicino al fuoco sacro”. Per trenta volte riscalda le meni e massaggia il ginocchio. Dolore e gonfiore sono scomparsi. “Come hai fatto? Il ginocchio era veramente gonfio e dolorante”.
Ci ho messo dentro il potere di Madre Terra, ma Lei è anche stanco”, mi preme con forza il pollice sul cuore: prima calore, poi cuore perfettamente ristabilito. La Shamana mi spiega che è sempre in contatto con le energie dell’universo e può aiutare gli altri a stare meglio.
Il Dalai Lama, interrogato “qual è la migliore religione?”, rispose “quella che ti rende migliore”. “E cosa significa? “quella che ti rende compassionevole, umano, aperto al bello e al buono”.
La religione rende la vita vivibile e la migliora ogni giorno. Ho conosciuto un Sacerdote veramente speciale: faceva di tutto ed era sempre in mezzo al popolo. Alle 10 di sera era sempre inginocchiato davanti al tabernacolo.
Un giorno gli dissi: “Fratello Arturo, tu senti Dio, ma cosa ti dice?”. “Non sento niente, l’ho già sentito”.
Allora perché ogni sera sei qui?”. “Continuo a venire, voglio sempre essere disponibile. Se Gesù vuole ancora parlarmi, sono qui ad ascoltarlo”. Fratello Arturo nel 2015 è andato ad ascoltare la voce di Gesù più da vicino.
Nella Genesi 1, 31 leggiamo “Dio vide che era buono”, per l’uomo disse “è cosa molto buona”. E’ profezia! Solo alla fine della storia, quando tutto sarà concluso, Dio guardandosi indietro, dirà: “Tutto è cosa molto buona”. Alla fine, tutto culmina in una creazione nuova che ci riempirà di orgoglio e renderà onore al Creatore. Passo dopo passo e si cade tra le braccia di Dio. Lui ci attendeva da tempo con ansia per abbracciarci e metterci nella pienezza di vita. E’ iniziata un’altra storia perché nulla finisce, ci si sente finalmente a casa propria. E’ ora di entrare in classe, il grande Tagore ci fa lezione “Come vivere sulla terra”. “Ero andato mendicando di uscio in uscio nel villaggio. In lontananza vidi una bella macchina.
Mi dissi: “ è certamente un principe” e crebbero le mie speranze: “mi darà una bella elemosina senza che la chieda”. La macchina mi si ferma accanto. Tu scendesti con un sorriso. Ho steso la mano per ricevere, e…Tu stendesti la tua dicendomi “cosa hai da darmi?”
Confuso ed esitante tirai fuori dalla bisaccia un chicco di riso e Te lo diedi. Sorpresa grande: quando a sera svuotai la mia bisaccia, trovai nello scarso mucchietto un granellino d’oro!
Piansi amaramente, non avevo avuto il cuore di dare tutto quello che avevo nella bisaccia. R. Tagore.

PUBBLICATO 29/03/2021  |  © Riproduzione Riservata




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