OPINIONE Letto 3276

La strana politica evirata della sinistra italiana


Foto © Acri In Rete



In decenni di pensiero debole si capisce che è difficile fare il distinguo tra giusto e ingiusto, tra bello e sconcio, tra diritti e soprusi, tra uguaglianza e diseguaglianza, tra corretto e scorretto, tra democrazia e regime autoritario, tra libertà e schiavitù, tra destra e sinistra. In questi ultimi decenni i fondamenti del vivere civile sono diventati confusi e difficilmente identificabili anche nell’interno delle società occidentali, in seno alle quali lo stesso concetto di solidarietà ha cominciato paurosamente a perdere importanza come valore essenziale della convivenza civile non solo fra i popoli ma anche nell’esistenza individuale. Ci stiamo così abituando con animo tranquillo ad assistere alla morte di migliaia di nostri simili mentre affogano nei nostri mari o muoiono di stenti nelle nostre campagne per raccoglierci la frutta e gli ortaggi come avveniva secoli addietro con gli schiavi d’America.
Quegli schiavi adesso sono ammassati nella piana di Gioia Tauro come nelle altre pianure d’Italia, dove dall’alba al tramonto migliaia di poveri cristi si spezzano la schiena sotto il sole o nelle rigide giornate invernali, vestiti di stracci e appollaiati in improbabili case di cartone, luoghi non luoghi lontani, sconosciuti, dove nessuno vuole volgere lo sguardo per vedere, per sapere o per intervenire, eccetto qualche impotente, misericordiosa associazione del volontariato che lascia il tempo che trova. Di fronte a tale degrado solo il Pontefice, isolato e non del tutto condiviso nemmeno dai suoi fedeli, di tanto in tanto fa sentire parole di denuncia e di condanna, mentre i partiti di sinistra e lo stesso sindacato nicchiano e fanno finta di non sentire e di non vedere.
E’ proprio in questo clima di smarrimento e di confusione del pensiero debole che prende piede l’inspiegabile atteggiamento di un Letta, neo segretario di un PD che si dice ancora di sinistra, il quale di fronte alla tragedia palestinese si prende il lusso di non schierarsi chiaramente dalla parte del più debole, ma anzi va a braccetto con Salvini che ‘tifa’ per Israele che massacra, come sempre, inerti ‘nemici’, dopo averli cacciati con la prepotenza dalle loro case a Gaza e altrove: è la solita logica del sopruso del più forte nei confronti del più debole.

Novembre 2006
Alle dieci e trenta
di un mattino grigio,
il canto degli uccelli,
misto alle garrule voci
di inermi bimbi,
all’improvviso si è spento a Gaza.

Giocavano alla vita quei bimbi,
ignari di chi apparecchiava loro
la morte con la guerra.

Alto e repentino si è levato allora
Il pianto delle madri,
con occhi asciutti
per lacrime disseccate da dolore antico,
e orrende grida hanno solcato il cielo
per chiedere invano vendetta
al Dio tradito.

Ora anche il verso,
che da sempre fa sentire
invano la sua voce,
stanco langue e si tace,
la sua forza avvilita si è infranta
di fronte alla lucida follia
che governa il mondo.

Voglio piangere anch’io
ma con occhi secchi e biechi,
come la Sfinge che guarda e inaridisce tutto.

PUBBLICATO 17/05/2021  |  © Riproduzione Riservata




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