OPINIONE Letto 3508

Ma in che paese viviamo!


Foto © Acri In Rete



A volte si ha l’impressione di vivere in un mondo di pazzi, di irresponsabili e di cinici, che ripetono da sempre gli stessi errori: è una specie di incubo, da cui si esce solo ‘per intervalla insaniae’, come diceva il grande poeta Tito Lucrezio Caro nel ‘De rerum natura’, in cui fra l’altro esclama: ‘O pectora caeca’ per esprimere tutto il suo sgomento di fronte alla stoltezza dell’uomo!
E in Italia, soprattutto questa Italia, la cecità è diventata corale, ampiamente diffusa in tutte le pieghe della società e delle Istituzioni, ovattate e sorde fino al punto di tollerare tutto, di non reagire a niente e a nessuno, qualsiasi cosa accada.
Si è diffusa ovunque una specie di sonnolenza, di acquiescenza e, perché no, di ‘resilienza’ come oggi si usa dire con neologismo, preso a prestito dalla fisica dei materiali, e che tanto piace ai dormienti di quasi tutte le parrocchie.
Non voglio essere retorico, ma l’indignazione a volte ha il sopravvento, e allora ci si scatena per sopravvivere allo sconforto grande per tutto ciò che di assurdo accade; come si fa a stare calmo quando apprendi che crollano ponti appena costruiti o ridotti in pessimo stato; quando precipitano cabine di teleferiche portando lutti e rovine, e poi nessuno paga, nessuno viene portato alla sbarra e condannato, perché le colpe vengono avvolte in una nebbia fitta, che tutto fa scomparire nell’oblio della dimenticanza, resa forte di quella ‘resilienza’ di cui tutti sembrano affascinati. Ma allora davvero siamo un popolo di svagati e di beoni, che, ignorante della Storia, ripete continuamente gli errori del passato non solo remoto, ma anche recente!
Se è così, allora è davvero facilmente comprensibile il perché non ci si indigna di nulla: non dell’operaio che ogni giorno muore nei cantieri e nelle fabbriche; non delle migliaia di poveri cristi che affogano nei nostri mari; non della miseria in cui vive il nostro vicino; non degli ospedali chiusi che provocano innumerevoli vittime per malasanità; non dei ladroni che svuotano le casse dello Stato e dei grandi evasori che impoveriscono la società. Tutto viene digerito e metabolizzato senza alcuna reazione di rifiuto e di rigetto, ognuno si chiude nella sua ‘praivasi’, che è bella e santa perché non fa male a nessuno!

PUBBLICATO 24/05/2021  |  © Riproduzione Riservata




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