RELIGIONE Letto 3206

Ringraziamento – 31 dicembre


Foto © Acri In Rete



Tradizionalmente nelle Chiese di rito cattolico il pomeriggio del 31 dicembre di ogni anno ci si ritrova in preghiera comunitaria per lodare e ringraziare la Trinità per l’anno civile che si sta chiudendo. È la preghiera nota come “il canto del Te Deum”: quest’ultimo è l’inno più solenne che la liturgia possiede per elevare la lode ed il ringraziamento a Dio, Creatore e Salvatore.
Tale momento nasce da una coscienza grata per i benefici ricevuti dalla bontà e dalla misericordia divine in questi mesi trascorsi; come anche dalla consapevolezza della bellezza che circonda l’uomo oppure lo raggiunge; ed in virtù dei traguardi che ognuno ha potuto raggiungere in questo tempo.
L’atteggiamento del ringraziamento è l’habitus della persona umana povera, di colei che non recrimina niente di più di quello che possiede o quotidianamente sperimenta; essa è grata poiché si riscopre amata, benedetta, raggiunta dal bene.
Il lettore – senza torto – si chiede: si può essere grati alla vita quando nella stessa permangono i tanti limiti, le croci, i problemi economici, le difficoltà familiari, l’incertezza legata all’attuale pandemia?
Ringraziare e benedire – nonostante il dolore e le angosce – è tipico dell’uomo libero; non è un atteggiamento frutto di ingenuità. Ognuno, infatti, pur “affogando” nel mare del male può scoprire qualche bene nella sua vita (se pur piccolo e fragile).
Nella lingua italiana il sostantivo “libertà” rima anche con “gratuità”, e tutti e due con “fraternità”; effettivamente, la persona umana che riesce a donarsi (oltre i problemi esistenziali) è colei che sperimenta e testimonia una libertà interiore e concreta più grande, e così diviene frumento di relazioni nuove e redente, di fraternità e comunità che nascono dalla carità.
Auguro – a me e a ognuno di voi – di avere la gioia, in queste ultime ore dell’anno civile trascorso, di ringraziare la vita, la storia (e Dio) per le cose meravigliose che ci sono state donate – innumerevoli e concrete –, luce e speranza per il tempo che verrà, e per l’anno nuovo che si apre davanti a noi.

PUBBLICATO 31/12/2021  |  © Riproduzione Riservata




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