EDITORIALE Letto 3146

I fatti della settimana. Stati confusionali, tentativi di bavaglio e classe dirigente inadeguata


Foto © Acri In Rete



E’ stata una settimana ricca di notizie importanti e colpi di scena. Naturalmente la vicenda giudiziaria in cui è coinvolto il primo cittadino, è stata al centro del dibattito. Acri in rete, come al solito, si è limitata a raccontare i fatti.
Ancora una volta cronisti e non giudici, un atteggiamento che amministratori e politici non comprendono.
Così come altre testate qualificate e diffuse (Tgr Calabria, Gazzetta del sud, Il Corriere della Calabria, LaC news), non abbiamo fatto altro che riportare quanto comunicato dalla Procura di Paola.
Il sindaco Capalbo, alcuni assessori ed alcuni consiglieri comunali si professano democratici ma poi pretenderebbero un’informazione scialba, condizionata ed al loro servizio.
Pretenderebbero, cioè, che Acri in rete si occupasse solo di ordinanze, veline e comunicati.
Il ruolo di cronisti, coraggiosi e corretti, ci ha imposto anche in passato di raccontare vicende incresciose (abuso di ufficio per la giunta Coschignano, inchiesta Acheruntia, spaccio di droga).
Non capiamo, quindi, perché solo noi veniamo accusati di gogna mediatica (termine abusato) e di linciaggio.
I numeri, sempre più crescenti sia sul sito che sulla pagina facebook, sono dalla nostra parte e se diamo fastidio sia a destra che a sinistra significa che stiamo facendo un ottimo lavoro.
E’ stata anche la settimana degli stati confusionali che hanno colpito il sindaco Capalbo, gli assessori Maiorano e Bonacci ed il consigliere comunale di maggioranza, Fusaro.
Il primo impartisce lezioni di giornalismo, dettando modi e tempi, sebbene in possesso della laurea in giurisprudenza ignora l’articolo 21 della Costituzione, accusa questa testata di fare informazione parziale, vorrebbe delegittimarla e creare un clima di omertà e paura.
Maiorano, imputato per concussione nella delicata inchiesta Acheruntia, parla di moralità così come Bonacci che dopo aver insegnato in modo egregio per quasi quarant’anni, in consiglio comunale veste ancora i panni del professore e dispensa consigli e lezioni citando libri che, probabilmente, non ha mai letto e che c’entrano poco con l’attualità.
Inoltre, invita tutti a parlare di politica e di amministrazione ed a lasciare da parte i fatti personali, proprio lui che qualche mese fa ha accusato Acri in rete di fare informazione per tornaconto personale (a distanza di tempo non abbiamo ancora capito quale sarebbe il tornaconto). Su una cosa ha ragione Bonacci: gli elettori (51%) li hanno votati e, quindi, hanno il diritto di governare.
Infine Fusaro che proprio in occasione della discussione sulla vicenda in cui è coinvolto Capalbo invece di sminuire i toni e difendere il suo sindaco peggiora le cose (speriamo che nessun magistrato abbia visto ed ascoltato il suo intervento) affermando che quanto fatto da Aieta (per il quale Pm ha chiesto la misura cautelare mentre il gip ha emesso un divieto di dimora in Calabria) rientra nella normalità, che sono pratiche conosciute e messe in atto sin dai tempi di Tangentopoli.
Per Fusaro, quindi, il voto di scambio è consentito.
Ma vi sembrano affermazioni normali di una persona che ricopre ruoli istituzionali?
Le parole oltre ad un significato hanno anche un peso.

Abbiamo aspettato 48 ore, credevamo che lo stesso Fusaro facesse chiarezza sulle baggianate che ha detto e che sia il sindaco (sempre attento a quanto si scrive) che la giunta, i consiglieri di maggioranza e quelli di opposizione, prendessero le distanze da dichiarazioni inaccettabili.
Nulla, silenzio assordante, anche da parte di quei cittadini tifosi.
Si critica l’operato di una testata giornalistica, che permette (GRAUITAMANTE) a tutti di essere informati, e non si stigmatizzano dichiarazioni di una gravita inaudita?
Se in alcuni settori della Società c’è del marcio è perché esiste una classe dirigente e politica inadeguata che fa danni più di un articolo di un giornale.

PUBBLICATO 22/01/2023  |  © Riproduzione Riservata




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