OPINIONE Letto 5787

Sibari Sila e SS660, Caiaro scrive a Occhiuto e Succurro


Foto © Acri In Rete



Luigi Caiaro, già consigliere comunale, responsabile dell’Associazione Acri.0, scrive al presidente della giunta regionale, Occhiuto, al presidente della provincia, Succurro e al sindaco di Acri, Capalbo, riguardo la Sibari Sila e la SS660.
La prima incompleta, dopo quindici anni, la seconda destinataria di un finanziamento per un secondo lotto.
Gentile Presidente Occhiuto, come responsabile dell’Associazione politica Acri.0 mi accingo a scrivere questa lettera non senza amarezza, ma nella consapevolezza che alla nostra comunità Acrese non siano state lasciate alternative. Ritengo che il nostro comprensorio, significativamente distante dai centri di offerta dei servizi essenziali (di istruzione, salute e mobilità) debba essere messo al centro non solo di attenzioni politiche serie, ma abbia urgente ed immediato bisogno di investimenti al fine di contrastare il fenomeno dello spopolamento delle aree interne.
A dover incidere sui 230 miliardi del PNRR non vi è soltanto la questione meridionale, ma credo che lo spopolamento delle aree interne e le sperequazioni territoriali devono entrare come “conditio sine qua non” nei principi politici delle scelte.
Per questi motivi, Presidente Occhiuto, Le chiedo di intervenire al fine di poter ridare la giusta dignità al nostro territorio, prevedendo nell’utilizzo dei fondi del PNRR il completamento delle due arterie “Sibari -Sila” e SS660 in maniera tale da connettere rapidamente il nostro territorio con i grandi centri provinciali (Cosenza- Rende, Corigliano-Rossano).
Ultimare tali direttrici risulterebbe di strategica e fondamentale importanza non solo per i Comuni del comprensorio Acri, San Demetrio, Luzzi, Bisignano che si collegherebbero, con più facilità, alle bellezze naturalistiche della Sila, ma anche per i Comuni della costa Ionica e favorendo quindi l’interconnessione di due località (mare e monti) ad altissima vocazione turistica, valorizzando finalmente anche le nostre meravigliose montagne rimaste per troppo tempo ai margini degli investimenti e dello sviluppo turistico.
Inoltre, Le chiedo, interpretando il pensiero ed il sentimento dell’intera comunità acrese, di adottare una serie di provvedimenti e di misure atte a garantire l’erogazione dei servizi essenziali a tutela della salute, potenziando ed implementando il Presidio Ospedaliero “Beato Angelo” di Acri.
Abbiamo oggi un importante congiuntura positiva di risorse economiche che dobbiamo assolutamente sfruttare per sfilare le aree interne dal fenomeno dello spopolamento, della desertificazione e dal annoso fenomeno dell’isolamento così da sancire un nuovo patto tra sistemi territoriali volto all’inclusione e alla generatività.
Credo che la sua attenzione e le risposte tangibili e concrete possano essere un segnale importante di vicinanza delle Istituzioni ad una comunità amareggiata, sfiancata da troppi anni di “cattiva politica” che al momento necessita di interventi seri, reali ed urgenti.

PUBBLICATO 25/04/2023  |  © Riproduzione Riservata




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