STORIE Letto 2806

Santa Cecilia ed il Natale più lungo d'Europa


Foto © Acri In Rete



Il 22 novembre si festeggia Santa Cecilia, ritenuta protettrice dei musicisti e dei cantanti. Si narra che la Santa si fosse convertita al Cristianesimo il giorno del suo matrimonio , quando, tra i canti pagani del banchetto di nozze, lei rivolgeva il cuore a Dio cantando ed inneggiando al Signore in modo che la sua anima potesse restare pura. Alla sua conversione seguirono quella del marito e del cognato che si occupavano della degna sepoltura dei cristiani opponendosi alla proibizione emanata dal giudice pagano Almachio, proprio per questo motivo, i due uomini vennero arrestati ed uccisi. Poco dopo venne fatta arrestare anche Santa Cecilia che fu condannata a bruciare sul rogo ma le fiamme sembravano non scalfirla mentre il suo canto si alzava a Dio. Fu per questo motivo condannata a morte per decapitazione, morì dopo tre giorni per le atroci ferite ma il boia non riuscì ad ucciderla sul momento. Fu papa Urbano I a concederle degna sepoltura nelle catacombe di San Callisto, in occasione dei restauri ordinati durante il Giubileo del 1600 il suo corpo venne ritrovato in un sarcofago in ottimo stato mentre emanava profumi di rose e di gigli. Si pensa che Santa Cecilia sia erroneamente associata agli strumenti musicali ed in particolare all’organo con cui viene spesso rappresentata. A causa di una errata traduzione dal latino si pensò all’organo che accompagnava il suo canto durante il banchetto nuziale ma, probabilmente , l’organo era lo strumento di tortura utilizzato nel momento del suo martirio. Proprio mentre veniva seviziata la Santa cantava in onore di Dio per infonderle forza e sopportare i tormenti. Il giorno dedicato a Santa Cecilia apre ufficialmente le festività natalizie a Taranto, per questo motivo è stato definito “il Natale più lungo d’Europa” poiché incomincia a novembre. Le zampogne all’alba suonano le Pastorali Natalizie, iniziando dalle 3.00 del mattino. Inoltre la processione segue Santa Cecilia per le vie della città e sui balconi, per il passaggio della sacra effigie, si friggono le “pettole” (frittelle). Anche sulle pettole nella loro versione dolce o salata aleggiano una serie di leggende. La prima racconta di una massaia che mentre stava impastando il pane, sentì il suono degli zampognari che suonano in onore di Santa Cecilia per le strade della città ed uscì, si rese conto al suo ritorno che l’impasto era troppo lievitato e, per questo motivo, lo frisse. Un’altra versione della leggenda vuole che Santa Elisabetta dimenticò l’impasto del pane chiacchierando con la Madonna e per questo motivo provò a friggerlo per non buttarlo.

PUBBLICATO 22/11/2023  |  © Riproduzione Riservata




L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.






ADV



Ultime Notizie

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 202  
A Caccia di Cicche alla Caccia
Ad Acri, in provincia di Cosenza, Plastic Free Onlus è tornata in campo con un’iniziativa mirata contro uno dei rifiuti più diffusi e sottovaluta ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 611  
Raccolta differenziata. Dal 1° agosto il nuovo Servizio
Entra nel vivo il nuovo Servizio di Igiene Urbana messo a punto dall’Amministrazione comunale di Acri e gestito dall’azienda Ecoross. A partire d ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 411  
Basta pessimismo verso il nostro territorio: Acri merita fiducia e una narrazione positiva
Negli ultimi tempi assistiamo troppo spesso a una narrazione negativa della nostra città, costruita su immagini e commenti che finiscono per offr ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 711  
Le voci libere non si mortificano: un appello a difesa del Comitato Beni Comuni
Caro Direttore, permettimi tramite il tuo giornale di esprimere tutta la mia solidarietà agli esponenti del Comitato Beni Comuni di Acri. Riteng ...
Leggi tutto

EVENTI  |  LETTO 195  
Non sui libri ma per strada: così Vaccarizzo Albanese traghetta l’Arbëria nel futuro
C’è un momento preciso in cui una lingua rischia di morire: quando smette.... ...
Leggi tutto

ADV