OPINIONE Letto 3718

Calafrica


Foto © Acri In Rete



La sanità in Calabria, si sa, è quella che è. D’altra parte anche noi cittadini siamo quello che siamo: non abbiamo la puzza sotto il naso. Nel senso che ormai ci accontentiamo di quello che passa il convento. Siamo ben oltre la rassegnazione, senza ancora averne preso atto.
Deve averlo compreso bene il direttore generale dell’Asp di Cosenza.
Lo scaltro Manager ha comprato ben dieci mezzi di soccorso di base e 10 mezzi di soccorso avanzato tutti usati, spendendo ben 420 mila euro più “oneri”. Mezzi che arrivano dalla lontana Lombardia.
Pensate che l’Agenzia regionale delle emergenze urgenze (AREU) lombarda ne aveva programmato la sostituzione nella logica di garantire “un soccorso moderno ed efficace”.
Quindi, quelli che per i cittadini della Lombardia erano mezzi obsoleti, da sostituire perché a “fine carriera”, per noi cosentini invece vanno più che bene, tant’è che abbiamo speso, quasi mezzo milione di euro per accaparrarceli. Un affarone!
Forse nella sua visione illuminata le ambulanze si sarebbero trasformate magicamente in veicoli ultramoderni, non appena varcato il confine regionale. Peccato però che non sia successo.
D’altra parte l’avveduto Manager è lo stesso che nel mese di ottobre dello scorso anno aveva già dimostrato di saper spendere bene i soldi, investendo in auto nuove e importati.
Aveva, infatti, acquistato un’automobile destinata alla direzione generale, optando per una bella Audi A 6 business per un valore di 75 mila euro. Wow!
Quindi per i malati cosentini ambulanze vintage che in Lombardia andavano  “rottamate” , mentre per companatico una fiammeggiante Audi ad uso della  direzione generale dell'Asp.
In fondo, qui al Sud tutto è possibile. Succede, ad esempio, che mentre si è ancora in del nuovo presidio ospedaliero di Cosenza, nel frattempo venga chiusa la terapia intensiva pediatrica operante nel vecchio ospedale dell’Annunziata, per trasferirla all’azienda ospedaliera “Dulbecco” di Catanzaro. 
L’obiettivo si dice sia quello di costruire un centro unico di eccellenza nel capoluogo di regione. Magari sarà cosi, intanto però si depotenziano servizi importati su Cosenza.
Ricordo che nel 2004 dissero che sarebbe nato il nuovo ospedale della sibaritide. Dopo 20 anni e ben cinque inaugurazioni non se ne vede nemmeno l’ombra.
Ora è vero, come si diceva all’inizio, che ci accontentiamo di quello che passa il convento, ma ancora non portiamo l’anello al naso... forse.
Dalla Calafrica per il momento è tutto, linea allo studio.

PUBBLICATO 22/03/2024  |  © Riproduzione Riservata




L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.






ADV



Ultime Notizie

OPINIONE  |  LETTO 109  
Il pesce nella rete, la mosca nella bottiglia e il labirinto
Norberto Bobbio descriveva la condizione umana di fronte alle.... ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 1060  
Caro dottore ti scrivo
Caro dott. Trematerra, ho letto con estrema attenzione quanto da Ella.... ...
Leggi tutto

NEWS  |  LETTO 342  
Sibari–Sila, sblocco del primo lotto: interrogazione di Elisa Scutellà
Elisa Scutellà, capogruppo M5S in Consiglio regionale: «Bene la riattivazione delle risorse, ma ora la Regione.... ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 895  
I diritti e i doveri non vanno in vacanza
L’estate, è vero, porta via ogni pensiero. È la stagione della libertà, della.... ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 1048  
A pensar male si fa peccato
Ascoltando la risposta di Pino Capalbo all’intervista di Giacomo Cozzolino, e mettendo a confronto le posizioni espresse dal candidato del Polo C ...
Leggi tutto

ADV