IL FATTO DEL GIORNO Letto 3027

Ordinanze inopportune e amministratori timorosi e avventati


Foto © Acri In Rete



Ci risiamo. Ancora una volta l'amministrazione comunale ha emesso un’ordinanza inopportuna e inutile firmata, come vuole la legge, dal sindaco Capalbo. Si tratta infatti di un’ordinanza sindacale. Capalbo in otto anni ha raggiunto importanti obiettivi come la stabilizzazione dei lavoratori precari Lsu e Lpu e il completamento di alcune opere ma sarà ricordato anche come il sindaco dalle “facili ordinanze” per fiere, feste patronali e meteo. Per la gioia di grandi e piccini. Ieri il duo Capalbo – Bonacci, quest'ultimo suo vice è sempre più candidato sindaco in pectore per il 2027, hanno preso una cantonata, hanno fatto una figuraccia. E poiché li conosciamo bene siamo certi che né chiederanno scusa né si assumeranno colpe. La Prociv, su comunicazione dell’ Arpacal, ha comunicato ai Comuni l’Allerta di tipo Arancione quindi moderata per probabili piogge. Si tratta pur sempre di previsioni, dunque con percentuali di errore. La Direttiva del 2017, che consigliamo di leggere, prevede, in questi casi, che i sindaci attivino il Sistema di monitoraggio del territorio e nel caso di superamento di soglia anche Coc e Com. Insomma, la Prociv avvisa poi i sindaci decidono. Nulla di tutto questo é accaduto. Invece di monitorare il territorio, seguire l'andamento degli eventi in tempo reale e i dati Arpacal provenienti dai pluviometri, gli amministratori hanno scelto la via più breve e facile; chiudere le scuole cioè costringere a casa gli studenti e i docenti mentre uffici, negozi e artigiani sono regolarmente aperti. Una scelta che si è rivelata scellerata, ingiustificata, oggetto di scherno e di battute nei consueti luoghi di aggregazione e di dibattito. Eppure nella giunta comunale ben 5 assessori su 6, compreso il Sindaco, provengono dal mondo della scuola. Anche oggi gli studenti, per motivi incomprensibili, sono rimasti a casa. Invitiamo il sindaco, l’assessore alla pubblica istruzione e quello alla cultura di verificare se alla fine gli studenti acresi faranno i 200 gg di scuola così come previsto dal Ministero. Alcuni componenti la Redazione di Acri in rete ieri hanno contattato gli amministratori al fine di dissuaderli dal prendere la suddetta decisione dicendo loro che gli scenari previsti, dopo aver consultato attentamente cartografia, dati e documenti, non erano quelli di nubifragi, temporali e alluvioni corposi (previsti sulla fascia ionica) ma di eventi normali e in attenuazione. Alle 7 di oggi i pluviometri situati sul territorio misuravano pochi mm di pioggia, praticamente errano a secco mentre nel momento in cui scriviamo su Acri il cielo è parzialmente nuvoloso con sprazzi di sereno. Dagli amministratori le solite risposte che sanno di arroganza e prepotenza; “siamo stati indicati dagli elettori a governare ed a prendere scelte quindi decidiamo noi.” Complimenti. A questo punto, se i metri di scelta sono quelli attuati ieri, dovremo aspettarci altre ordinanze da qui a giugno ed allora consigliamo al sindaco Capalbo, amante delle facili ordinanze, di invitare i dirigenti scolastici ad attivare anche in questi casi la didattica a distanza. Per completezza di informazione scriviamo anche che molti sindaci dello Ionio, per esempio Corigliano Rossano, dove era attesa la perturbazione più forte, non hanno preso nessun provvedimento ma hanno monitorato il territorio con gli uffici preposti e la Prociv comunale. Infine una considerazione; più volte abbiamo fatto notare che le Zone di Allertamento, a nostro avviso, sono riduttive ed errate. Spesso viene emanata un’Allerta anche per zone che alla fine non sono coinvolte dagli eventi. Il territorio di Acri, ad esempio, è inserito nella Zona 5 e, quindi, facente parte della Zona ionica, area molto esposta ai fenomeni meteo, piuttosto che della Zona 2 ovvero Valle del Crati. Occorrerebbe una rivisitazione che sappiamo essere in programma. Speriamo in tempi brevi.

PUBBLICATO 27/03/2025  |  © Riproduzione Riservata




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