EDITORIALE Letto 2632

Previsioni e responsabilità


Foto © Acri In Rete



In un territorio già martoriato da crisi economica, spopolamento e disoccupazione, l’amministrazione comunale di Acri decide ancora una volta di chiudere le scuole per un’allerta meteo arancione.
Una scelta che appare più come un riflesso pavloviano che una decisione ponderata.
Mentre in comuni limitrofi come Corigliano-Rossano, il sindaco Flavio Stasi ha attivato il COC (Centro Operativo Comunale) per monitorare la situazione e garantire sicurezza senza bloccare la vita cittadina, ad Acri si preferisce la via più semplice: chiudere tutto e lavarsene le mani.
Ma chi paga il prezzo di questa inerzia amministrativa? I ragazzi, innanzitutto, privati ancora una volta del diritto allo studio. E poi le famiglie, costrette a riorganizzare in fretta e furia le proprie giornate.
Senza dimenticare i gravi disagi per molte famiglie in cui i genitori, non avendo supporto, non possono recarsi al lavoro per assistere i figli.
Ma soprattutto gli imprenditori locali: baristi, ristoratori, commercianti, che vedono svanire incassi già risicati per colpa di decisioni che sembrano più dettate dalla paura che dal buon governo.
In un giorno di scuola chiusa, un bar vicino a un liceo può perdere anche il 70% dell’incasso giornaliero. E in una cittadina di 20.000 abitanti, ogni euro conta.
È legittimo allora chiedersi: dov’è la responsabilità amministrativa? Dov’è la capacità di valutare i rischi senza cedere al panico?
Perché ad Acri si chiude tutto, mentre altrove si gestisce?
Forse perché è più comodo firmare un’ordinanza che attivare un piano di emergenza?
Forse perché è più facile evitare ogni rischio, anche minimo, piuttosto che assumersi la responsabilità di una scelta coraggiosa?
E mentre i cittadini fanno i conti con le conseguenze, il sindaco incassa ogni mese uno stipendio lordo di circa 4.140 euro, e gli assessori 1.863 euro ciascuno, a cui, per chi svolge il lavoro di avvocato, bisogna aggiungere 400€ mensili per la Cassa Forense.
Non male per chi, alla prima goccia di pioggia, preferisce spegnere la luce e chiudere la porta.
La politica non è solo gestione dell’ordinario, ma capacità di affrontare l’emergenza con lucidità. E ad Acri, purtroppo, questa lucidità sembra mancare da tempo.
Forse è ora che qualcuno lo ricordi a chi, ben pagato, continua a non assumersi alcuna responsabilità.

PUBBLICATO 16/10/2025  |  © Riproduzione Riservata




L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.






ADV



Ultime Notizie

NOTA STAMPA  |  LETTO 544  
Ordinanza sui minori revocata: “l’ennesimo passo falso dell’amministrazione Capalbo”
La vicenda dell’Ordinanza firmata dal Sindaco Pino Capalbo, con il divieto per i.... ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 516  
La critica che non piace
Nonostante gli anni di esperienza maturati in politica, il sindaco di Acri una cosa non l’ha imparata: accettare la critica e magari porsi qualch ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 637  
Casa Riformista Acri, ferma condanna per i fatti accaduti
Condanna ferma di ogni violenza, serve sicurezza ma anche un patto educativo per i nostri giovani. I fatti di violenza verificatisi la scorsa not ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 630  
La solitudine dei numeri
Sono tutti a dirmi “dottò, questa sera non fa testo, c’è un sacco di gente, vabbè, è la notte bianca, ma tra quattro giorni, rimaniamo i soliti q ...
Leggi tutto

NEWS  |  LETTO 1135  
Dal Comune. Divieto di circolazione in orario notturno di minori di 14 anni senza genitori/accompagnatori
Dopo i fatti incresciosi avvenuti ieri sera e che hanno visto il coinvolgimento di minori, il sindaco Capalbo ha ritenuto opportuno emanare la se ...
Leggi tutto

ADV