COMUNICATO STAMPA Letto 1827

Commissioni consiliari, maggioranza allo sbando: assenze, schede bianche e fratture interne certificano la crisi del governo cittadino


Foto © Acri In Rete



La seduta della VI Commissione consiliare “Urbanistica, Comunità Energetiche, Contratti Istituzionali di Sviluppo, Arredo Urbano, Valorizzazione del Centro Storico”,
convocata per ieri con all’ordine del giorno l’elezione del Presidente, non segna una novità sotto il profilo degli equilibri numerici – già da dicembre la maggioranza non dispone più dei numeri nelle Commissioni – ma rappresenta l’ennesima conferma di una crisi politica ormai profonda e strutturale all’interno della squadra di governo.
Ciò che politicamente rileva non è l’esito finale della votazione che ha visto l’elezione di Zanfini, bensì le dinamiche che hanno accompagnato la seduta, che danno l’immagine reale della attuale situazione amministrativa acrese.
Il primo elemento significativo è l’assenza ingiustificata di un componente della maggioranza in una Commissione convocata dal Presidente del Consiglio e, quindi, dalla stessa squadra di governo.
In contesti politici ordinari, un’assenza del genere sarebbe difficilmente spiegabile; in un contesto già segnato da numeri risicati e tensioni evidenti, assume invece un significato politico preciso.
È lecito, invero, ritenere che non si tratti di un impedimento casuale, ma del sintomo di malumori e fratture interne che la maggioranza non riesce più a nascondere.
Ancora più significativo è l’esito della votazione: 8 voti per Natale Zanfini, espressione di una minoranza compatta, 5 voti per il consigliere Manfredi, indicato dalla maggioranza, e ben 2 schede bianche.
Un risultato, questo, che certifica non solo l’assenza di compattezza della maggioranza, ma una vera e propria spaccatura politica al suo interno.
Anche chi segue poco la politica, infatti, sa bene che le schede bianche, in votazioni come queste, non sono mai neutrali, ma rappresentano un messaggio politico chiaro: dissenso, malcontento, presa di distanza, oppure un modo per alzare la posta in una fase in cui, con un Consiglio comunale diviso 9 a 8, il Sindaco è di fatto ostaggio politico dei singoli consiglieri. Qualunque sia la chiave di lettura, una cosa è certa: la maggioranza non controlla più nemmeno se stessa.
Non può, inoltre, sfuggire come questo esito rappresenti un evidente smacco politico per il consigliere Manfredi, che la maggioranza aveva indicato come nome da votare.
I cinque voti ottenuti dimostrano che una parte della coalizione lo ha sostenuto, mentre un’altra ha scelto deliberatamente di non farlo, inviando un segnale politico inequivocabile.
Il quadro che emerge è quello di una amministrazione instabile, frammentata e paralizzata, in cui i rapporti interni sono ormai logorati da ambizioni personali e personalismi, e in cui la gestione del governo locale risulta sempre più difficile, se non impossibile.
Insomma, i fatti di ieri sono l’ennesima dimostrazione che questa maggioranza, impegnata quotidianamente a sopravvivere a se stessa, è ormai agli sgoccioli.
Ma questa volta non sono è la minoranza a dirlo, ma i numeri, le assenze e le schede bianche.

PUBBLICATO 05/02/2026  |  © Riproduzione Riservata




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