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Provinciali. Le preferenze di Capalbo e il caso Straface


Foto © Acri In Rete



I nostri scritti vogliono solo analizzare i risultati senza prendere posizione. Cronisti e non opinionisti.
Più volte abbiamo sottolineato gli ottimi risultati di Capalbo ottenuti in passato e spesso il primo cittadino ha avuto su Acri in rete spazio e visibilità.
Secondo Capalbo riportare i risultati e fare un’analisi del voto significa essere la voce dell’opposizione.
Commenta e replica ai nostri scritti con invettive fuori luogo.
Comprendiamo il suo nervosismo ma c’è o ci fa? Alla fine, come spesso accade nelle elezioni politiche, i numeri parlano più delle dichiarazioni.
E i numeri usciti dalle urne raccontano una storia che per il centrosinistra non è esattamente da festeggiare.
Il candidato presidente Caruso esce sconfitto mentre la guida dell’ente finisce nelle mani del candidato del centrodestra Faragalli, sindaco di Montalto.
Ma dentro questo risultato si nascondono anche alcune piccole storie politiche locali, tra cui quella che arriva da Acri e che ha come protagonisti il sindaco Pino Capalbo e la segretaria cittadina del PD Ines Straface. Capalbo era candidato nelle liste a sostegno del sindaco di Cosenza Franz Caruso.
La corsa si è fermata prima del traguardo: niente seggio in consiglio provinciale.
Se si guarda la distribuzione dei voti, la fotografia è quella di un consenso sparso ma insufficiente.
Il sindaco di Acri ha raccolto:
- 14 voti nella fascia azzurra;
- 5 voti nella fascia arancione;
- 8 voti nella fascia grigia;
- 10 voti nella fascia rossa;
- 1 voto nella fascia verde.



Per capire questi numeri bisogna ricordare che le elezioni provinciali funzionano con il voto ponderato: votano solo sindaci e consiglieri comunali e ogni voto pesa diversamente a seconda della popolazione del comune amministrato.
Le fasce demografiche sono divise così:
- Fascia azzurra: piccoli comuni sotto i 3.000 abitanti, come Alessandria del Carretto, Nocara, San Lorenzo Bellizzi, Albidona e San Cosmo Albanese.
- Fascia verde: comuni tra circa 3.000 e 5.000 abitanti, tra cui Bocchigliero. 
- Fascia arancione: comuni di dimensioni intermedie tra 5.000 e 10.000 abitanti, come Crosia, Luzzi o altri centri di media grandezza.
- Fascia rossa: comuni tra 10.000 e 30.000 abitanti, tra cui Acri, Amantea, San Giovanni in Fiore, Castrovillari, Paola e Scalea. Qui il voto pesa decisamente di più.
- Fascia grigia: i comuni più grandi della provincia, come Corigliano-Rossano, Rende, dove il voto ha il valore ponderato più alto.
Capalbo, dunque, raccoglie voti in quasi tutte le fasce ma non abbastanza per entrare nell’assemblea provinciale.
In queste elezioni, infatti, non basta avere voti, bisogna averli nel posto giusto e con il peso giusto.
Fin qui la matematica.
Poi, però, arriva il capitolo che ha fatto alzare più di un sopracciglio nella politica locale.
Nelle stesse liste del centrosinistra e sempre a sostegno di Caruso era candidata anche Ines Straface, segretario del Partito Democratico di Acri.
Il risultato ottenuto è di quelli che non richiedono grandi interpretazioni statistiche: zero voti. Non uno simbolico. Non un voto di cortesia. Proprio zero.
Un risultato che, inevitabilmente, fa discutere soprattutto perché si tratta della guida politica del PD cittadino.
In una competizione dove votano amministratori locali — spesso compagni di partito o alleati — portare a casa almeno qualche preferenza è normalmente la regola minima. Insomma, la cosiddetta candidatura di servizio. Conosciamo bene Capalbo.
Quando deve ottenere un proprio risultato diventa cinico e spietato.
Non guarda in faccia a nessuno. Amici, familiari, colleghi.
Capalbo, è risaputo, decide i componenti la giunta, i responsabili degli enti sovracomunali, le candidature. 
Francamente, però, non ci aspettavamo un simile trattamento per Straface a cui chiediamo: perchè prestare il proprio fianco e andare incontro a figuracce?
Il confronto è quindi curioso: Capalbo raccoglie voti in tutte le fasce ma resta fuori dal consiglio provinciale;  Straface riesce, invece, nell’impresa aritmetica dello zero assoluto.
Insomma, mentre qualcuno festeggia la vittoria, ad Acri resta soprattutto un esercizio di matematica politica: voti sparsi, seggi mancati e uno zero che, nella sua semplicità, continua a fare molto più rumore di tanti discorsi.

- Scarica il PDF della composizione del Consiglio Provinciale
- Scarica i riultati della lista con Pino Capalbo e Ines Straface


PUBBLICATO 10/03/2026  |  © Riproduzione Riservata




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