OPINIONE Letto 902

Referendum Acritano


Foto © Acri In Rete



Il voto referendario ha un vantaggio che l’elezione politica classica non ha.
Hai una sola domanda a cui rispondere e hai due sole caselle da decidere su cui porre una crocetta, è un Sì oppure è un NO!
La risposta è secca, non ammette appelli interpretativi, dietrologie o super cazzole, è sufficiente una matita e un segno, che sanno fare tutti, e sei dentro o fuori dalla palude dei se e dei ma della politica di questi tempi!!!
Bisognerebbero farne di più, almeno tutte le volte che non serve Sherlock Holms per capirne l’assassino, il movente e il mandante, quando, invece, basterebbe un sì o un no, quando nessuno, però, ha il coraggio di chiederlo, forse perché sarebbe troppo semplice o, forse, perché si ha paura della risposta, elementare, Watson!
Ad esempio, se io dovessi chiedere ai miei concittadini di votare SÌ o NO in risposta a questa domandina, apparentemente, facile, facile:
avete capito di che natura politica è la vostra giunta comunale, SI o NO?
Vado a naso ma sull’onda del voto del 22/23 marzo, sarebbe un altro NO e anche più plebiscitario, soltanto che l’esito locale sarebbe, però, diverso da quello nazionale, non porterebbe, infatti, sempre a naso, ad alcuna dimissione, anzi.
Anzi, al mio paese, ad oggi, in giunta, c’è una corsa ad essere tutti ammessi perché una poltrona, una sedia, uno strapuntino, ma anche un posto in piedi, non si nega a nessuno, “venghino signori, venghino!”
Ad Acri c’è in essere una rivisitazione di un antico slogan, che, però, è stato la rovina di chi l’ha coniato (Di Maio docet):
uno (voto) vale uno (voto)!!!
Paradossalmente o coerentemente, dipende dai punti di vista, il M5S locale, proprietario del citato copyright, è, comunque, rimasto l’unico a non dirsi disposto a partecipare all’orgia di giunta:
resisterà alla ghiotta tentazione, SI o NO?
Eccezion fatta per i fratelli e le sorelle d’Italia, invece, ci sono dentro tutti!
Ci sono di centro, di sinistra tradizionale, di sinistra più sinistra, di ex di destra, di ex che erano contro e promettevano mai con gli altri, a suon di comunicati stampa, di liste civiche come piovessero.
Ci sono, poi, le figure che frequentano palazzo Gencarelli da sempre, prima un po’ di qua e, adesso, un po’ di là, con buona pace del sempre predicato “rinnovamento” ma, mai, razzolato compiutamente.
Ad Acri, è sempre meglio l’usato sicuro. C’è sempre un Bonacci, un Cofone, un Azzinnari, un Maiorano, che, beninteso, hanno tutto il mio rispetto, ognuno di loro è stato eletto, e se lo sarà un’altra volta, è sempre nell’alveo del voto democratico e il popolo è sovrano o senza memoria ma sono sempre punti di vista.
Proust diceva: “ciascuno chiama idee chiare quelle che hanno lo stesso grado di confusione delle sue”, in giunta, ad Acri, però, si esagera, la confusione è di tutti: chi governa chi, oppure, chi governerà chi in cambio di cosa?
Vi è chiaro: SI o NO?
C’è poi un altro quesito referendario che ho sulla punta della lingua:
Il sindaco Capalbo è del PD, si o no?
Nelle ultime tornate elettorali, Regione e Provincia, l’avvocato ha corso sotto l’egida del PD, quindi, è un SÌ?
Gli esiti fallimentari delle due candidature, però, sono state accompagnate da dichiarazioni dell’ineffabile dominus della politica acritana che affermavano che la sua casa politica, forse, è altrove, tanto che, al voto referendario, lui non ha espresso una chiara intenzione di voto e non ha fatto campagna referendaria contro il SÌ, come da consegna di partito, quindi, è un NO?
Confesso, io non ci sto capendo nulla di queste dinamiche di flusso e di influssi, forse perché sono forestiero, ecco perché preferisco, però, votare un referendum chiaro, piuttosto, che l’ennesima elezione politica paludosa.
 Newton diceva “la verità si ritrova sempre nella semplicità e mai nella confusione” e allora, l’ultimo quesito:
Voi ci state capendo qualcosa:
SI o NO?

PUBBLICATO 30/03/2026  |  © Riproduzione Riservata




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