OPINIONE Letto 1190

La politica del M5S vuole rispetto in Italia e in Acri


Foto © Acri In Rete



Il referendum sulla separazione delle carriere dei Magistrati del 22-23 marzo 2026 ha visto molto determinato il M5S in Italia (e in Acri) a voler mantenere, dopo 60 anni dalla liberazione del fascismo, l’equilibrio fra i tre poteri dello Stato.
Il No, nonostante le negative previsioni della vigilia, ha prevalso, col 53,56% dei voti, per l’impegno di politici e di componenti sociali e istituzionali. Essi, con una mobilitazione capillare e continua, hanno informato gli italiani sul rischio insito nella legge Meloni-Nordio, che avrebbe concesso al Governo di legiferare senza veti degli Organi Superiori (es. Centri di accoglienza in Albania). Un governo in Italia, quindi, libero da ogni controllo per una svolta politica sempre più autoritaria! Il Governo di Cdx ha dimostrato che coltivava sogni sopiti da decenni!
Voglio ricordare che il Governo Meloni, nominato pur senza meriti sul campo, è stato “premiato a sua insaputa” dal forte astensionismo alle precedenti elezioni! A quel tempo, molti italiani di Cs non avevano bene accolto i provvedimenti del Governo Draghi, il voltafaccia di Di Maio e quello catastrofico di Renzi. Gli stessi, per giunta, avevano dovuto accettare impotenti (e schifati) i "tradimenti" dei voltagabbani politici ai governi che avevano contribuito ad eleggere (Conte I e II)! Gli elettori di Cs hanno, così, preferito manifestare il loro dissenso disertando le une alle elezioni del 2022. La boria e la vanagloria di certi eletti indispettiscono gli elettori e alla lunga condannano irrimediabilmente coloro che le manifestano sia in ambito nazionale sia locale.
In Acri, la chiamata per il referendum sulla giustizia ha visto un’affluenza del 50,22%. Su 7.606 voti validi il NO ha raccolto il 75,22% dei voti (5.721) e il SI il 24,78% (1.885). I cittadini hanno smentito ogni previsione catastrofica sull’affluenza e non hanno accolto l’invito del sindaco (secondo alcuni di sinistra-centro-destra, originariamente del PD) a votare il SI. Un risultato che dovrebbe fare molto riflettere la classe politica locale, specialmente con crisi di maggioranza all’orizzonte. Coloro che si propongono per amministrare Acri non devono perdere di vista le modalità e le discussioni che i partiti nazionali di riferimento affrontano per rispondere alle attese dell'elettorato italiano. Gli impegni e accordi presi in campo nazionale devono spingere i gruppi politici acresi a uniformarsi alle stesse soluzioni in ambito locale per risultare vincenti alle prossime elezioni. Quindi per il futuro mi aspetterei, quale iscritto al M5S, rispetto fra i gruppi di Cs, collegialità, accordi sui programmi e poi sulla figura del candidato a sindaco. Tale procedura non è stata seguita nel 2022 e si tende tuttora ad ignorare nel tentativo di salvare l’attuale sindacatura dalle sue inefficienze e responsabilità.

PUBBLICATO 30/03/2026  |  © Riproduzione Riservata




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