OPINIONE Letto 762

Sui titoli di coda


Foto © Acri In Rete



Alla conferenza stampa,convocata da S.I. a Palazzo Gencarelli di Acri, è è arrivato persino il deputato Francesco Mari a benedire l'ingresso di Alleanza Verdi e Sinistra nella nuova giunta cittadina.
Il politico navigato – tomo tomo, cacchio cacchio – ha espresso tutta la sua soddisfazione per la "visibilità" avuta in Giunta dal partito, spiegando che non c'è proprio nulla di cui scandalizzarsi se anche ad Acri si prova a costruire un'alleanza progressista.
Messa così, per dirla come Carlo Ancelotti nello spot Unipol, "non c'è partita".
Peccato che, tra le altre cose, nella partita acrese, nella stessa squadra militino anche esponenti che gravitano nell'orbita del centrodestra.
Un dettaglio? Quisquilie? Per Mari sì. Anzi, i problemi dovrebbero averli gli altri, mica la sinistra (ma va?)
Una tesi audace che meriterebbe una candidatura al Festival delle Acrobazie Politiche, se mai esistesse!
Sui punti programmatici comuni, il deputato ha preferito volare alto: Palestina, giovani, sanità, salario minimo. Temi nobili, certamente. Il tutto in attesa di conoscere le intenzioni di Italia Viva.
Nella stessa conferenza è arrivata anche la notizia che il centrosinistra non farà le primarie, perché - testuale - "non le vuole nessuno".
Ma perché, niente, niente, qualcuno ha pensato veramente che si sarebbero fatte?
Fin qui il capitolo centrosinistra. Resta l'altro protagonista della scena: il centrodestra, che al momento, sembra il grande assente. Si presume che stia lavorando sottotraccia per confezionare un programma solido, una coalizione coesa e un candidato autorevole. È una possibilità.
L'altra è che il silenzio stia diventando una strategia comunicativa assertiva o inconsapevole.
Nel frattempo, il calendario non aspetta. Le settimane corrono, i mesi volano e il centrosinistra, pur tra equilibrismi e alleanze da manuale di geometria euclidea , occupa la scena.
Del resto, in politica il vuoto non esiste, se non lo riempi tu, lo riempie il tuo avversario. Insomma, chi tace a lungo o non manda almeno segnali positivi, nel prossimo film delle elezioni amministrative, corre il grosso rischio di ritrovarsi nei ringraziamenti finali, direttamente sui titoli di coda.

PUBBLICATO 14/07/2026  |  © Riproduzione Riservata




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