EDITORIALE Letto 1557

Verso le Comunali 2027. L’accelerata


Foto © Acri In Rete



Ad oggi il quadro è questo; il centro destra, messi insieme i simboli ( Fi, Udc, Idm, Lega, Fdi e probabilmente Azione ) è alla ricerca ( disperata ) di un candidato. Alcuni vertici provinciali dello schieramento, soprattutto quelli in quota Fi, sono certi della conquista di palazzo Gencarelli. La coalizione, subito dopo l’estate, individuerà il candidato che, di certo, sarà espressione o di Fi o di Fdi. Lo farà con il prezioso aiuto dei vertici provinciali che hanno garantito presenza e impegno sul territorio.
E’ chiaro che chi oggi occupa ruoli istituzionali ha un leggero vantaggio ma se non avranno il via libera da tutto lo schieramento faranno un passo indietro. La Maggioranza di centro, sinistra, destra ovvero Pd, Psi, Avs, Italia Viva, pezzi di Fi e di Udc, è sempre più orientata a candidare l’assessore e vice sindaco ( nella realtà non sulla carta ) Mario Bonacci, cugino dell’attuale sindaco Pino Capalbo. Una scelta fatta dal primo cittadino e che alla fine gli alleati saranno costretti ad accettare visto che le Primarie non si terranno più e visto che Capalbo più volte ha sottolineato che il candidato a sindaco spetta al partito di maggioranza relativa cioè al Pd. Psi, Avs e Iv, quindi, se ne facciano una ragione.
Lo stesso Capalbo, però, che in questo settore è tutt’altro che impreparato e incapace, si sta guardando attorno per un eventuale Piano B nel caso non dovesse andare in porto la candidatura Bonacci. Capalbo, difatti, da mesi sta contattando uomini e donne, professionisti e non offrendogli la candidatura a sindaco per la Maggioranza. Ad oggi ha trovato porte sbarrate. Le due domande che ci poniamo, però, sono queste; come mai l’assessore e candidato in pectore Bonacci, pur sapendo che Capalbo sta sondando il terreno da Piano d’Arnice a Foresta passando per il centro urbano alla ricerca di un candidato, continua a stare al suo posto? Se davvero la Maggioranza ha trovato la quadra attorno alla figura di Bonacci perché non renderlo noto ufficialmente e perché Capalbo, colui il quale organizza e conduce la campagna elettorale, continua a cercare figure? Civismo; nei giorni scorsi un nutrito gruppo di persone si è ritrovato in Sila.
L’aria fresca serve, probabilmente, a ragionare meglio. Presenti diversi ex amministratori (Tullio Fusaro, Franca Sposato, Le Pera Emanuele, Luigi Caiaro) fino a qualche mese fa accanto a Capalbo. Esponenti con ampi consensi. Presente anche Giacomo Cozzolino, nome che Acri in rete anticipò qualche mese fa. Sul tavolo idee e proposte ma ancora nessun accordo e documento condiviso.
Il Gruppo si ritroverà prima di Ferragosto, magari davanti ad un bella fetta di anguria, per verificare se ci sono le condizioni per andare tutti insieme o se, invece, si andrà alla spaccatura.
L’ Alternativa; da non sottovalutare chi ha abbandonato la Maggioranza solo qualche settimana fa. Gli ex assessori Simone Bruno e Gino Maiorano non stanno stando fermi.
Consapevoli dei propri consensi non vogliono disperderli e vorrebbero partecipare alla competizione del prossimo anno sotto l’egida del Civismo moderato.
Bruno ci sta facendo un pensiero. I riscontri sul territorio sono positivi per via della giovane età e dell’esperienza accumulata in questi anni, l’attenzione è rivolta all’allestimento delle liste. Bruno può contare anche sull’apporto di Marisa Cofone, attuale capogruppo Pd ma oramai lontana alle posizioni della Maggioranza.

Responsabilmente Cofone ha votato gli equilibri di bilancio ma le strade con Capalbo e il resto della Maggioranza si divideranno presto.
L’amministrazione Capalbo, quindi, continua a perdere pezzi importanti, riconquistare palazzo Gencarelli sarà un’impresa ardua.
Una cosa è certa; la comunità ha voglia di voltare pagina, sembra essere stanca di chi occupa ruoli politici, istituzionali e in enti sovra comunali da trenta anni, di chi ha governato senza brillare e di chi vuole fare il Masaniello ma quando ne ha avuto le possibilità, con ruoli politici e istituzionali, non ha prodotto nulla per la città e per il territorio ma nello stesso tempo vuole figure capaci e competenti, che si spendano per il territorio ( oltre che per se stessi ) che soffre di tante criticità ( infrastrutture, cultura, turismo, sanità ).
Per tutti il tempo sta per scadere. Ancora poche settimane e poi ci sarà l’accelerata. A tutti si chiede una classe dirigente qualificata e adeguata.
Del Consiglio comunale che sta per scadere, infatti, ben il 40% non ha aperto bocca in quattro anni.
Una cosa inaccettabile.

PUBBLICATO 26/07/2026  |  © Riproduzione Riservata




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