OPINIONE Letto 1193

Acri 2027, torna il copione: corsa alla poltrona e caccia ai portatori di voti


Foto © Acri In Rete



Manca ancora un anno alle elezioni amministrative, ma ad Acri la macchina elettorale è già partita con i soliti vecchi rituali. Chi si aspettava l'inizio di un dibattito alto, appassionato e partecipato sul futuro del nostro territorio è destinato a rimanere deluso. Quella a cui stiamo assistendo, con larghissimo anticipo, è la solita, fitta e frenetica attività sottobanco dove non si discute di progetti, ma solo di nomi. Una corsa alla candidatura che oggi trova un ulteriore, forte incentivo economico nelle nuove indennità, che sfiorano i 4.140 euro lordi mensili per il Sindaco e i 1.863 euro per gli Assessori. Per qualcuno, la politica ad Acri non è mai stata un servizio, ma una professione continua.
Una storia che si ripete: la caccia al "pacchetto di voti" non è una novità di oggi, purtroppo. Si è sempre fatto così e negli anni non è cambiato un bel nulla. Il meccanismo più perverso e radicato delle campagne elettorali locali resta la ricerca ossessiva di candidati consiglieri dotati di un grosso "pacchetto" di voti familiari, di contrada o di clientela.
In questa logica puramente numerica e ripetitiva, la competenza e l'amore per il paese non hanno alcun valore. Non importa se il candidato non conosce i problemi reali del territorio, non importa se non si è mai occupato di politica, di sociale o di associazionismo, e non importa nemmeno se è un fantasma che non si fa mai vedere per le strade del paese. L'unica cosa che conta per i registi delle coalizioni è il peso specifico della sua lista di parenti e conoscenti da portare alle urne.
Il solito copione: Il patto implicito è sempre lo stesso. Al candidato di facciata si chiede solo di riempire la lista e raccogliere preferenze. Non fa niente se poi, una volta eletto in Consiglio Comunale, non aprirà bocca per cinque anni e non firmerà mai una proposta. Tanto, a decidere la linea e a muovere i fili, ci penseranno sempre i soliti "professionisti della politica", pronti a suggerire da dietro le quinte quando alzare o abbassare la mano al momento del voto.
Nove anni di immobilismo e alleanze di convenienza, questo sistema immutabile spiega il vuoto pneumatico attorno ai temi cruciali per il rilancio di Acri. Veniamo da ben nove anni di ordinaria amministrazione, caratterizzati da un sostanziale e cronico immobilismo economico, culturale e infrastrutturale. Il paese si spopola e i giovani se ne vanno, ma nessuno dei presunti leader spiega cosa vuole fare e come vuole farlo.
In compenso, assistiamo al solito valzer di incontri blindati e "caminetti" tra amici di sempre e, soprattutto, tra vecchi nemici storici, improvvisamente diventati alleati di ferro per pura convenienza. Si tratta di accordi che nascono non su una visione comune di Acri, ma sulla spartizione geometrica delle poltrone a venire.
Il popolo sempre escluso, in tutto questo ballo che si ripete ciclicamente, i grandi assenti sono sempre i cittadini, le associazioni, i comitati e le organizzazioni sindacali. La partecipazione dal basso è stata completamente azzerata da anni. Il confronto reale con chi vive i problemi del lavoro, della sanità locale e del sociale non interessa a nessuno. La base viene ignorata per cinque anni, salvo poi essere trattata come un semplice "serbatoio di voti" da spartirsi attraverso i candidati di turno.
Rompere l'abitudine Acri non può permettersi un altro quinquennio di galleggiamento gestito da consiglieri-figuranti e da coalizioni nate solo per fame di potere o di indennità.
Accettare che tanto si è sempre fatto così significa rassegnarsi al declino definitivo del nostro paese. È tempo che la società civile pretenda trasparenza e dignità, rompendo finalmente questo meccanismo. Prima di dare il voto a un nome, a un parente o a un amico, abbiamo il dovere di chiedere quale sia il programma per Acri.
Chi vuole guidare la nostra comunità deve dimostrare di avere idee e autonomia, altrimenti staremo solo guardando per l'ennesima volta lo stesso identico film sulla pelle dei cittadini.

PUBBLICATO 31/07/2026  |  © Riproduzione Riservata




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