OPINIONE Letto 232

Acri e l'eterogenesi dei fini: dividersi per battere Capalbo ed invece rafforzarlo


Foto © Acri In Rete

EffeEffe
Condividi facebook | whatsapp


Ad Acri vale una legge non scritta: più gli avversari di Pino Capalbo si mobilitano per farlo perdere, più finiscono, dividendosi, per garantirgli la vittoria. È l'eterogenesi dei fini : l'azione che produce l'effetto opposto a quello voluto. Il meccanismo si ripete puntualmente: ogni volta che si apre una partita delicata, chi rompe per affermare una leadership personale non logora Capalbo, ma lo consolida come unico punto fermo mentre tutt'intorno ciascuno gioca la propria partita. Le ambizioni individuali, invece di sommarsi in un fronte comune, si disperdono in rivendicazioni scoordinate — e questo, più di ogni altra cosa, tiene in piedi chi dovrebbero combattere. Finché la contesa resterà un campo di micro-ambizioni scoordinate, ogni tentativo di battere Capalbo produrrà l'effetto opposto e poco importa che non sarà più lui il candidato, dunque non un fronte più forte, ma una polverizzazione che lascia campo libero a lui e al suo erede. Si combatte per abbatterlo, e gli si costruisce la vittoria. Prima ancora del nome su cui convergere, ad Acri ( è noto a tutti tranne che agli alfieri di un mondo che non può essere) servirebbe la consapevolezza di un ordine delle priorità che finora è sempre stato rovesciato: non si parte da chi guiderà la città, ma da cosa si vuole costruire per affrontare una sfida enorme dopo anni di difficoltà. Serve, o meglio forse dire servirebbe, un contenitore, un progetto politico solido, una squadra all'altezza del compito, capace di tenere insieme visioni e competenze prima che nomi e ambizioni personali, un progetto che nasca da un metodo condiviso e non dalla rincorsa a occupare per primi uno spazio ed a fantasticare la poltrona di primo cittadino. Solo dentro una cornice così strutturata la scelta della guida diventa una conseguenza naturale, non la causa di un'ennesima frattura. Continuare a inseguire la leadership prima ancora di aver costruito la casa comune significa condannarsi, di nuovo, a fare il gioco di chi quella casa non deve nemmeno costruirla, perché la abita già.

PUBBLICATO 27/08/2026  |  © Riproduzione Riservata




L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.






ADV



Ultime Notizie

OPINIONE  |  LETTO 232  
Acri e l'eterogenesi dei fini: dividersi per battere Capalbo ed invece rafforzarlo
Ad Acri vale una legge non scritta: più gli avversari di Pino Capalbo.... ...
Leggi tutto

EDITORIALE  |  LETTO 1612  
Verso le comunali. Esperienza ma anche novità
Con l’uscita pubblica di Giacomo Cozzolino su Acri in rete, si può.... ...
Leggi tutto

FOCUS  |  LETTO 654  
Focus enogastronomia. I 50 anni del Panoramik
Il prossimo 28 agosto il ristorante – pizzeria Panoramik taglia un importante traguardo: i 50 anni di attività. Innovazione e tradizione portant ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 1433  
Caro Prof
Caro Prof, sono passati quasi otto mesi. Otto mesi nei quali la nostra comunità ha continuato a ricordarti in tante occasioni, forse cercando di ...
Leggi tutto

FUORI ROTTA  |  LETTO 564  
Quella meridionale una questione sempre attuale
La storiografia e l'insegnamento scolastico, protrattisi per più di un secolo e mezzo, hanno generalmente presentato l'unificazione italiana come ...
Leggi tutto

ADV