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Centro di Formazione Professionale: niente corsi da dieci anni ma in compenso costi altissimi!


Foto © Acri In Rete



Non vi sono solo le cosiddette cattedrali nel deserto, ovvero quelle opere pubbliche mai entrate in funzione, a rappresentare sperpero di danaro. Ci sono anche quelle strutture che, sebbene aperte e con tanto di personale e spese varie, non producono nulla. Si tratta dei centri di formazione professionale. Croce e delizia della Regione prima, e della Provincia adesso.
Sarebbero dovuti servire a formare quei giovani ed a facilitargli l’ingresso nel difficile mondo del lavoro. Così non è. Al centro di via Duglia i rapporti costi – benefici non vengono rispettati. Da anni, quasi dieci, non vengono attivati corsi, le unità in servizio sono costrette a stare con le mani in mano. Sembrano lontani i tempi dell’inaugurazione in grande stile, nel 2001, e la felice gestione di Aldo Cennamo. Eppure l’avvio era stato promettente.
In cinque anni furono individuati e attivati corsi che potessero dare una risposta alle esigenze lavorative del territorio; corsi di ricamo, per idraulici, socio – culturali, di tessitura, di informatica e di grafica. Arrivarono corsisti da tutta la provincia. Mille ore di lezioni e sbocchi occupazionali, seppure per tempi limitati, per docenti, tutor ed esperti esterni. Di contro una formazione adeguata per centinaia di disoccupati.
L’ultimo corso risale al 2005. Da allora il centro e i suoi dipendenti vivono nell’anonimato. Ciò nonostante alla Regione costa, dicono, 300mila euro all’anno, tra affitto, luce, gas, telefono, pulizia. Esclusi, naturalmente, gli stipendi di quei dipendenti che farebbero a meno di trascorrere il tempo senza fare un bel niente e nella vana attesa che arrivino notizie confortanti.
Al momento, ampi saloni vuoti, strumenti fermi, luci accese inutilmente (spesso anche fuori dall’orario di lavoro) e riposo forzato, quindi, per dipendenti e addetti. Proprio il trasferimento di competenze dalla regione alle amministrazioni provinciali aveva fatto sperare in un cambiamento che, invece, non c’è stato. Un grande ed inutile spreco attorno al quale c’è sempre stato il silenzio di tutta la politica locale ma a cui occorre dire basta.


PUBBLICATO 10/01/2016  |  © Riproduzione Riservata




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