COMUNICATO STAMPA Letto 6625

175 ragazzi “studiano” in azienda


Foto © Acri In Rete



Alternanza scuola-lavoro, atto secondo. Quella che per molti istituti italiani è un incubo, per l’Ipsia di Acri è stata una sperimentazione riuscita nel primo anno d’attuazione e sta procedendo in modo spedito in questo 2016-2017, portando la cultura d’impresa tra i banchi e viceversa. 
Sono 175 gli studenti, di terzo e quarto anno, attualmente impegnati in oltre 60 aziende acresi e di paesi limitrofi (Bisignano, Luzzi e altri centri) di settori di indirizzo: meccanici, elettrauti, centro revisioni, carrozzieri, elettricisti, idraulici, ecc…..
Le ore quotidiane di formazione in azienda sono otto da lunedì a venerdì e cinque il sabato. In questi giorni hanno iniziato le classi terze, mentre le quarte hanno già svolto il 50% delle ore previste, 90 su 180.
Con questi numeri, si può dire che la novità introdotta dal governo Renzi (la legge 107 del 2015 stabilisce 400 ore di alternanza in un triennio per gli istituti tecnici e professionali), per il Professionale di Acri non è soltanto un obbligo, ma un modello progettuale produttivo. Il responsabile è l’ingegnere Giuseppe Intrieri, docente e collaboratore del dirigente scolastico.  
Il modello alternanza dell’Ipsia è stato costruito, con la supervisione del preside Giuseppe Lupinacci, con fatica e successo.
Con fatica perché la fase preparatoria non è stata semplice. Innanzitutto i ragazzi hanno frequentato un corso di formazione di dodici ore sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. Sono state poi passate al vaglio le realtà lavorative da convenzionare, per verificarne il possesso dei requisiti necessari (devono essere aziende senza lavoratori precari, che non abbiano legami con la criminalità organizzata, che non siano nocive per l’ambiente).
«Preparare in maniera adeguata i giovani ad entrare nel mondo del lavoro significa - spiega il professore Intrieri, - favorire una più profonda interazione con le realtà occupazionali. La scuola, dal canto suo, deve soddisfare la richiesta di nuove professionalità: non più, o almeno non solo, competenze di tipo specialistico, ma anche di tipo relazionale, linguistiche ed informatiche ed in più – conclude, - bisogna ragionare in termini di flessibilità al cambiamento e di capacità di governare i processi anziché subirli».
L’anno scorso hanno vissuto l’esperienza lavorativa 95 alunni delle terze classi, 49 dell’Ipsia e 46 dell’Iti, in sessanta imprese.
«Il problema è che nel territorio, purtroppo, non operano aziende che possono ospitare molti ragazzi, quindi siamo costretti a fare numerose convenzioni, ad attivare contatti per ogni singolo studente». Ma il bilancio è stato positivo. Alcuni ragazzi sono rimasti nei posti di formazione anche nei mesi estivi, con rapporti lavorativi veri e propri, al di là dell’alternanza. Inoltre, 34 studenti sono andati a Rimini lo scorso giugno, insieme con il professore Intrieri, dove hanno pilotato droni professionali. Un’esperienza entusiasmante: si è trattato di uno stage di alternanza scuola-lavoro di 40 ore in aziende che producono e collaudano i sofisticati velivoli senza pilota a bordo.
Il triennio del cosiddetto Asl (questo l’acronimo) si concluderà nell’anno scolastico 2017-2018 con numeri, si prevede, ancora più alti. Infatti saranno coinvolte anche le quinte classi, cioè i reali futuri lavoratori.

PUBBLICATO 15/02/2017  |  © Riproduzione Riservata




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