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Un paese in ginocchio

Foto © Acri In Rete
Redazione
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Questa estate verrà sicuramente ricordata, nel nostro paese come nel resto d’Italia, non solo come la più calda di sempre, ma anche come la più insidiosa. All’aumento esponenziale delle temperature si è aggiunta la siccità che ha reso ingestibile la vita quotidiana di milioni di persone, compresi quella di noi acresi.
A questa condizione di disagio vanno sommati i numerosi incendi appiccati (da persone senza scrupoli, né coscienza) in diverse zone del territorio acrese.
Come se tutto ciò non bastasse ieri mattina Acri si è svegliato circondato da un’intesa nube di fumo (causata dall’ incendio appiccato il giorno precedente), simile ad una foschia, che ha portato con sé un odore nauseabondo, probabilmente dovuto alla combustione di materiali infiammabili di diverso genere, che potrebbe avere ripercussioni anche sulla salute degli abitanti.
Le conseguenze dell’ultimo incendio sono state disastrose, non solo in relazione ai danni ambientali ma anche ai disagi che ne sono conseguiti, tanto  gravi da mettere ginocchio l’intero paese.
Ai problemi legati alla viabilità si sono aggiunti i guasti alle linee telefoniche e alle connessioni internet di privati e di esercizi commerciali, nonché di poste, banche e uffici. Ciò dimostra che a nulla sono valse le campagne di sensibilizzazione sulla “questione” incendi e sui danni a cui si va incontro.
A prevalere è sempre l’egoismo personale e l’incapacità di fare valutazioni sulle conseguenze per il territorio e per i suoi abitanti.
C’è da domandarsi perché ci si accanisca tanto contro il proprio paese, un paese che ha tanti altri problemi da risolvere e che non può fermarsi davanti ad un gesto sconsiderato messo a punto da persone incoscienti. Ci auguriamo che vengano individuati i colpevoli e che siano puniti con una pena esemplare, in modo che altri desistano dall’emularli.

PUBBLICATO 09/08/2017 | © Riproduzione Riservata



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