OPINIONE Letto 7646  |    Stampa articolo

Buon fine e radioso anno nuovo

Foto © Acri In Rete
Michele Trematerra
condividi su Facebook


Nei ritagli di tempo, durante queste festività natalizie, mi sono cimentato a scrivere qualche riflessione, non tanto sull’UDC, ma quando sul ruolo che hanno avuto i democristiani nella vita politica della nostra comunità.
Spesso le due cose si intersecano, UDC e Democristiani, solo perchè il momento di massima espressione della cultura cattolica impegnata in politica, è stata connotata dalla nascita del CCD prima e dell’UDC poi, comunque precedute dal raggiungimento per la prima volta di democristiani alla guida di palazzo Gencarelli, il professore Luigi Bonacci ed Il compianto Dott. Lorenzo Sammarro.
Erano anni di forte contrapposizione politica tra i comunisti ed i democristiani, ma sempre nel rispetto del reciproco ruolo.
La caduta del muro di Berlino, conseguentemente la nascita dei partiti leggeri prima e leaderistici poi, hanno generato la nascita di nuovi soggetti politici, tra gli altri di partiti a chiara radice democristiana tra i quali il CCD prima e UDC poi.
Sono stati anni di grande scommesse vinte e anche di battaglie perse, ma la sensazione che si ebbe è che una comunità dell’entroterra della Calabria stava mettendosi nelle condizioni di uscire dall’isolamento nel quale era stata per molti anni, riuscendo a rintracciare i canali di finanziamento per le infrastrutture, che però furono gestiste nel modo che tutti sappiamo.
Si recuperarono spazi di aggregazione, ora in disuso (la villetta comunale, l’anfiteatro), anticipammo Cosenza sulla riqualificazione delle piazze e sulla nascita di isole pedonali, ci dotammo di un museo che pur con tante criticità manteneva vivo il palazzo Sanseverino Falcone, nel quale fu allocato in maniera più dignitosa la sede del consiglio comunale, si immaginava di realizzare uno spazio ludico-sportivo (palazzetto dello sport) che trovava il finanziamento addirittura nella finanziaria dello stato, in definitiva si cercava di mettere la nostra comunità e soprattutto le nostre attività produttive nella condizione di poter sperare che si potesse uscire dall’isolamento mettendo insieme l’amore per la nostra città con la dedizione e l’impegno di tutti.
Poi all’improvviso il black-out!
L’amore, la concordia e la gioia hanno dato il passo ad altro, e siamo caduti in uno stato catatonico, da cui non mi pare stiamo uscendo, e non per colpa di chi amministra, ma più che altro per colpa di chi ha voluto seminare, negli anni i semi del rancore e della conflittualità ad ogni costo.
Anche nel leggere alcuni articoli di stampa si intravedono atteggiamenti di rivalsa evidenziando i tanti che hanno abbandonato quel progetto politico, volendoli connotare con aggettivi non molto lusinghieri.
Io non mi arrendo, non getto la spugna pur conscio che devo attraversare, ed in parte l'ho già fatto, un mare tempestoso ma vedo ormai la costa, anche se avrei preferito attraversalo insieme a chi mi conosce, a chi è cresciuto con me, a chi condivideva quel sogno, a chi in questi anni, all’ombra di quel progetto ha immaginato di essere diventato grande.
Buon anno.

PUBBLICATO 29/12/2017 | © Riproduzione Riservata



L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.











Ultime Notizie

EVENTI  |  LETTO 260  
Sui passi dei Santi Daniele e Angelo
Sabato 17 ottobre 2026, alle ore 18,30, le sale del Museo del Mare di.... ...
→ Leggi tutto

SPORT  |  LETTO 271  
Non basta una rimonta
Ci sono sconfitte che fanno più male di altre. Quella rimediata domenica dalla Virtus Acri contro un Cotronei competitivo e ben organizzato è una di queste. Il 5-3 finale racconta di una partita ricca ...
→ Leggi tutto

FUORI ROTTA  |  LETTO 454  
Offline per tradizione
Ad Acri non serve un evento eccezionale per mandare in tilt la città: basta un acquazzone e salta la rete Internet. Con lei si fermano uffici, negozi, pagamenti elettronici, smart working, didattica a ...
→ Leggi tutto

EDITORIALE  |  LETTO 829  
Basta un po' di pioggia per tornare all'età della pietra
Nel 2026 parliamo di digitalizzazione, intelligenza artificiale e futuro. Ad Acri, invece, basta un po’ di pioggia o qualche raffica di vento per rischiare di tornare al passato. Dopo oltre tre giorn ...
→ Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 571  
Acri ha bisogno di dialogo, non di battibecchi
C’è una qualità che chi fa politica dovrebbe imparare a coltivare ogni giorno: la capacità di ascoltare le critiche, anche quando sono ingenerose, e di rispondere senza trasformare ogni dissenso in un ...
→ Leggi tutto