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Cronaca. Operazione Stige. In manette anche tre acresi

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Redazione
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Ci sono anche tre acresi tra i 170 arrestati nell'operazione Stige, condotta dalla D.I.A. di Catanzaro e diretta dal Procuratore Capo Nicola Gratteri.
Si tratta di A. C., di anni 65, B. T., di anni 55 e V. Z., di anni 44.
L'inchiesta prende il nome dallo Stige, uno dei cinque fiumi degli inferi che, nella mitologia greca, ostacolavano l'accesso all'anticamera dell'oltretomba, così come le cosche cosentino-crotonesi che hanno monopolizzato, per anni, gli appalti pubblici relativi al taglio boschivo sull'altopiano silano, hanno ostacolato la legalità.
Gli inquirenti hanno accertato che le cosche, conniventi con esponenti di enti pubblici, amministrazioni comunali, liberi professionisti, politici, controllavano tutta la filiera del legno, dal taglio alle centrali a biomassa.
Le ditte a loro collegate non avevano solo la capacità di aggiudicarsi gli appalti ma, nel corso dell’esecuzione dei lavori, riuscivano anche a sconfinare in terreni limitrofi rispetto a quelli stabiliti dal contratto di appalto.
Tagli abusivi sui quali la criminalità pretendeva una percentuale.
E chi non si allineava alle direttive della criminalità subiva minacce e danneggiamenti.
Da diverse intercettazioni è emerso, inoltre, che le cosche cosentine e crotonesi gestivano anche lo smaltimento di rifiuti tossici dell'Ilva e di alcune strutture ospedaliere.
Non si sa ancora dove i rifiuti siano stati seppelliti.

PUBBLICATO 19/01/2018 | © Riproduzione Riservata



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