OPINIONE Letto 1064  |    Stampa articolo

Riqualificare le strutture per l'adozione dei cani: quando L'emergenza randagismo diventa una responsabilità politica

Foto © Acri In Rete
Michele Ferraro
condividi su Facebook


Il randagismo non è un fenomeno naturale. Non nasce dal nulla, non si autoalimenta per magia, non è un destino inevitabile dei territori del Sud.
E’ al contrario, il risultato di scelte politiche mancate, di inerzie amministrative, di una cultura pubblica che troppo spesso si limita a gestire l’emergenza senza mai affrontare le cause. Eppure, proprio nelle emergenze si misura la capacità di un’amministrazione di assumersi responsabilità reali.
Acri come molti comuni calabresi si trovano davanti a una domanda concreta: è possibile riqualificare una struttura destinata all’adozione dei cani per fronteggiare un picco di randagismo? La risposta è sì. Ma è un sì che obbliga a guardare in faccia la realtà. La normativa regionale distingue chiaramente tra canile sanitario e canile rifugio. Funzioni diverse, spazi diversi, protocolli diversi.
Ma la legge non è un muro invalicabile: prevede strumenti per affrontare situazioni straordinarie. Il Sindaco, in quanto autorità sanitaria locale, può emanare un’ordinanza contingibile e urgente che ridefinisce temporaneamente l’uso della struttura. Una misura emergenziale, certo.
Ma è anche un modo per trasformare l’emergenza in un’occasione di riorganizzazione. La difficoltà non è tecnica. Non è veterinaria. Non è strutturale. La difficoltà è politica.
Serve un’amministrazione che abbia il coraggio di: dichiarare l’emergenza; assumersi la responsabilità di un atto formale; non aver paura di scontrarsi con ASL; impiegare risorse; comunicare ai cittadini che il randagismo non si risolve con slogan, ma con scelte.
La gestione dei cani non è un tema “minore”. E’ un indicatore di civiltà, di efficienza amministrativa, di capacità di cura del territorio. Una comunità che non sa prendersi cura dei suoi animali difficilmente saprà prendersi cura dei cittadini.
Riqualificare una struttura per fronteggiare un’emergenza non è un ripiego: è un atto di governo. Ogni atto di governo, quando è fatto con responsabilità, diventa un passo verso un territorio più giusto, più sicuro, più umano.
Se davvero si vuole incidere, è il momento di considerare una strategia nuova: unica struttura pubblica o convenzionata, organizzata in aree e percorsi diversi, capace di accogliere sia i cani destinati all’adozione sia i randagi non immediatamente socializzabili. Non si tratta di mescolare tutto, ma di coordinare: Area sanitaria per le prime cure e la microchippatura, area educativa per i cani adottabili, area rifugio per i cani che non possono essere adottati subito, area comunitaria (aperta ai cittadini, alle scuole, alle associazioni, per costruire cultura e responsabilità).
La tecnologia, le competenze e i modelli esistono già. Ciò che manca è una decisione politica capace di guardare oltre l’immediato, oltre la paura del cambiamento.
Serve una politica che non si limiti a “gestire” i cani, ma che si assuma la responsabilità di costruire un sistema nuovo, più umano, più efficace.
Dopo quanto accaduto, continuare a ripetere che “il rifugio è diverso dal canile” è un esercizio sterile.
La vera domanda è: vogliamo davvero risolvere il problema o continuare a non riconoscerlo?
Una struttura integrata, con percorsi differenziati ma coordinati, è una strada possibile, concreta e già sperimentata altrove. Richiede coraggio, certo.
Ma è proprio questo che oggi manca, ed è questo che la comunità si aspetta.

PUBBLICATO 18/04/2026 | © Riproduzione Riservata



L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.











Ultime Notizie

OPINIONE  |  LETTO 520  
L’alibi della rassegnazione e il coraggio del primo passo
C’è una riflessione in cui mi sono imbattuta di recente e che merita di essere condivisa con la nostra comunità: molte persone trascorrono buona parte della vita preparandosi a viverla. Quante volte c ...
→ Leggi tutto

EDITORIALE  |  LETTO 1075  
I disservizi non possono ricadere sulle tasche dei cittadini
La filiera della plastica è in difficoltà e la Ecoross, società incaricata della raccolta, non riesce più a garantire la piena regolarità del servizio. Una criticità che può avere ragioni oggettive. M ...
→ Leggi tutto

AMBIENTE E TERRITORIO  |  LETTO 936  
Lungo il Cammino dei Frati Santi: rimossi 300 kg di rifiuti
Lungo il Cammino dei Frati Santi: rimossi 300 kg di rifiuti Una passeggiata nella natura trasformata in un’occasione per prendersi cura del territorio, riscoprirne la storia e riflettere sul ...
→ Leggi tutto

NEWS  |  LETTO 869  
Acqua ad Acri, Italia Nostra chiede chiarezza sui controlli: accesso agli atti al Comune
La qualità dell’acqua destinata al consumo umano torna al centro dell’attenzione. La sezione di Acri di Italia Nostra ha presentato al Comune una richiesta di accesso agli atti per conoscere nel detta ...
→ Leggi tutto

FUORI ROTTA  |  LETTO 517  
La politica della distrazione
C'è un copione che si ripete : quando i problemi si fanno seri, inflazione, sanità che non regge, scelte impopolari da fare , tassazione degli extraprofitti, il dibattito pubblico della politica e ...
→ Leggi tutto