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Novità cercasi

Foto © Acri In Rete
Manuel Francesco Arena
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Di solito preferisco scrivere di uomini, alberi, animali e montagne. Quasi mai scrivo di politica, specie se locale, perché tante volte i dibattiti su essa - ho come la netta impressione - non sappiano andare oltre le buche stradali piuttosto che il Corso Sandro Pertini vuoto nei martedì sera di gennaio. Eppure a volte ne sento l’esigenza poiché vivendo tutto l’anno in questo luogo, amo dire la mia. Ciò nel mio piccolissimo lo faccio sempre in piena libertà con lo scopo di lanciare idee che possano contribuire a migliorare la vita in questa città che viviamo. Di sicuro, quella che non mi appartiene è la politica del contro: quella del colpire a tutti i costi con ogni mezzo. Non troverete mai in un mio scritto infatti qualcosa che vada in questa direzione, poiché forse essendo un po' troppo affezionato ad una politica di “Berlingueriana” memoria dove le persone contavano prima ancora delle proprie idee, provo un certo fastidio anche al solo pensiero di farmi ingabbiare in questa sorta di delirio del “o con me o contro di me” che negli ultimi anni si è sdoganato in Italia. In poche parole, da sportivo il quale sono, credo che il rispetto debba essere sempre alla base di tutto ed anche le critiche debbano essere costruttive, altrimenti non hanno senso neppure ad esistere. Detto ciò, nonostante sia ben lontana un anno l’elezione del nuovo primo cittadino acrese, proprio su questo quotidiano (ndr. Acrinrete) oltre che sui vari social, mi è capitato di leggere nelle scorse settimane vari nomi pronti a fare “il grande passo”. Tutti nomi, ci tengo a sottolinearlo, di alto profilo che hanno la mia piena stima poiché le reputo persone capaci, piene di cultura e sensibili ai bisogni dei cittadini. Tuttavia, in questo girotondo di nominativi, l’elemento che balza agli occhi, è la mancanza di volti giovani e soprattutto nuovi. Infatti, a differenza di comuni della nostra provincia, fra tanti possiamo citare gli esempi di Santa Sofia d’Epiro con Sisca e di Corigliano-Rossano con Flavio Stasi, ad Acri sembra che la gioventù non abbia molto appeal al momento. Sarà che ormai se vogliamo un sindaco con un’età dai venticinque ai quarant’anni, forse dovremmo andarlo a trovare sul Lago di Garda, nella Capitale o nella Pianura Padana, ma al momento non ci sono all’orizzonte persone capaci di portare con il fuoco della gioventù una ventata oltre che di novità, di entusiasmo nuovo a questa città. Più di tutto, al di là di battute amare, però la domanda che dovrebbe farci riflettere, è perché la nuova generazione abbia smesso di mettersi in gioco? Forse più che per disillusione, senza ipocrisia, perché il nostro contesto non lascia spazio al nuovo. Chissà. Dunque detto ciò, nessuno me ne voglia, ma il mio auspicio è che tra i candidati a sindaco, fra un anno, quando sarà il momento, ci siano dunque anche brillanti giovani oltre che sulla carta di identità, anche nella mente pronti a sostenere idee capaci a continuare a far brillare questa nostra stella polare chiamata Acri.

PUBBLICATO 18/04/2026 | © Riproduzione Riservata



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