Umanità e professionalità dell’ospedale di Acri
Giuseppe Caravetta
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Qualche giorno fa mi sono sottoposto a un intervento chirurgico presso il Presidio Ospedaliero Beato Angelo di Acri.
In vista dell’operazione, le mie preoccupazioni riguardavano principalmente la scelta della struttura ospedaliera da una parte (ben nota è infatti la drammaticità dello stato in cui versa la sanità nella nostra regione) e la criticità di liste d’attesa dall’altra. Alla fine ho scelto l’ospedale del mio paese e ne sono rimasto soddisfatto. Vorrei esprimere in poche righe e condividere con i Vostri lettori quella che per me è stata un’esperienza totalmente positiva. Mi preme sottolineare ciò che ho potuto constatare di persona, ovvero, professionalità medica del reparto di chirurgia, che a causa del ridimensionamento del personale medico e sanitario è costretto a lavorare su intensi ed estenuanti turni, cercando di garantire ai noi cittadini acresi un buon servizio. Voglio, altresì, porre l’attenzione sul tipo di assistenza ricevuta, altamente personalizzata e impeccabile anche sul piano umano. Il ricovero ospedaliero, che può essere di per sé un evento potenzialmente traumatico, si è rivelato per me un’esperienza positiva a tal punto da farmi ritenere cosa necessaria, nel mare delle critiche e dei pregiudizi che emergono quotidianamente, esprimere il mio riconoscimento nei confronti di tutto il personale sanitario del reparto di chirurgia generale di Acri. Ringrazio in particolare, il Dott. Caravetta, il Dott. Azzinnari, il Dott. Vaccarisi, il Dott. Lupo e il resto dell’equipe che mi ha seguito in sala operatoria. |
PUBBLICATO 30/10/2018 | © Riproduzione Riservata

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