Excusatio non petita...
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Con questo nuovo comunicato intendiamo rispondere alle considerazioni esposte dall’assessore Iaquinta, apparse sui maggiori quotidiani locali, in relazione alle domande dai noi poste nell’opinione dal titolo: “L’aliquid novi”.
Dalle affermazioni dell’assessore (clicca qui, ndr) si deduce un’ovvia considerazione: la promessa di realizzare l’ ufficio legale ad Acri evidentemente era solo uno scherzo! Era solo il primo punto del programma elettorale da disattendere, inserito senza effettuare, preliminarmente, un esame serio sui costi effettivi che quest’ultimo potesse comportare e senza valutazione delle possibili alternative più confacenti per un ente, già all’epoca, in stato di dissesto. L’assessore afferma che, solo dopo aver vinto le elezioni, la maggioranza improvvisamente si è accorta che il meccanismo delle short-list garantisse un risparmio economico per l’ente. Quest’osservazione è ammissione del fatto che, chi ha scritto il programma elettorale, lo ha fatto senza aver studiato, dettagliatamente, la possibilità di realizzare quanto scritto. Quanto alla scelta del legale affidatario, non più sulla base del criterio dell’offerta economica ma in base alla valutazione dei vari curricula, l’assessore precisa che ciò avviene solo in casi rari determinati in ragione della complessità degli incarichi. Da ciò deduciamo che, a parere dell’amministrazione comunale di Acri, non esistono nel territorio del nostro comune avvocati sufficientemente preparati dal momento che, per un incarico legale di una certa importanza e complessità, la Giunta ha ritenuto di doversi rivolgere ad un professionista di Montalto Uffugo. Peccato che in campagna elettorale, in ogni pubblica piazza, si criticavano le Giunte precedenti colpevoli di aver arricchito le tasche di professionisti non locali. Ovviamente, la scelta sulla “particolare complessità degli incarichi” è rimessa ancora una volta a chi oggi scrive che il conferimento non è connotato da profili di discrezionalità, e sia chiaro che valutiamo l’opportunità e non la legittimità delle scelte effettuate dall’amministrazione. Dall’assessore Iaquinta avremmo voluto risposte obiettive e non giustificazioni ma, come diceva un antico brocardo latino, “excusatio non petita accusatio manifesta”. Avremmo voluto che ci rispondesse, per esempio, anche quando abbiamo chiesto chiarimenti sul luogo in cui ergere il futuro impianto di stoccaggio ma, evidentemente, quelle domande non scatenavano la rabbia di nessuno cadendo, inevitabilmente, nel vuoto. Siamo stati accusati di provare invidia dei successi altrui (c.d. sindrome di Procuste), ma, a tal proposito, saremmo curiosi di sapere quale successo avete conseguito, egregio assessore Iaquinta, in questi primi due anni di amministrazione? Ormai forse vi rendono merito solo i gommisti della città e chissà per quale assurda ragione. Oppure davvero pensa che noi invidiamo le poltrone pro-tempore che avete conseguito? Ci dispiace deluderla ma non è così. Come recita un antico motto popolare: “il gatto nella dispensa quello che fa pensa”. |
PUBBLICATO 13/03/2019 | © Riproduzione Riservata

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