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Due mezzi sindaci non arrivano a farne uno

Foto © Acri In Rete
Innovatori della Politica
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A distanza di pochi giorni dal nostro ultimo comunicato, come gruppo Innovatori della Politica, ma prima ancora come cittadini del Comune di Acri, ci vediamo costretti a prendere nuovamente parola per esprimere il nostro giudizio, fortemente negativo, circa l’operato dell’Amministrazione Capalbo.
Secondo il parere di chi ci governa, il comprensorio di San Giacomo non merita di essere coinvolto nel progetto di bitumazione, seppur parziale ed ovviamente incompleto, che riguarderà a macchia di leopardo talune aree di Là Mucone e qualche sporadica arteria principale di Acri centro.
La delusione stavolta, se possibile, è ancora più crescente se confrontata con la miriade di promesse del passato puntualmente disattese; a maggior ragione se si ricordano alcuni interventi che, a più riprese, il Sindaco in persona ed i referenti di zona hanno rilasciato durante interviste o pubbliche assemblee. Il risultato di tutto questo bel parlare?
Per la bitumazione di alcuni tratti di strada dal chilometraggio irrisorio, individuati in maniera sparsa fra alcune aree di Là Mucone e alcune vie del centro cittadino acrese, saranno spesi circa 486 mila euro, a fronte invece di una spesa complessiva destinata alle aree di Cuta, San Giacomo, Chimento e Foresta di, forse, appena 14 mila euro.
Una sperequazione inaccettabile ed uno schiaffo all’intelligenza dei cittadini che vivono in queste aree.
Non si riesce, pur sforzandosi, a comprendere i motivi che stanno alla base di questa decisione assurda ed inconcepibile; ma, e su questo vogliamo essere chiari, come gruppo Innovatori della Politica, da sempre combattiamo per il rispetto dei diritti dei cittadini indipendentemente dal luogo in cui siano ubicate le abitazioni di ognuno, dal momento che siamo tutti parte della stessa entità comunale, da Piano d’Arnice a Guglielmo, da Cocozzello a Foresta.
Proprio la realtà di Foresta rappresenta, a nostro avviso, l’emblema più significativo dello scadente modus operandi dell’attuale maggioranza, con l’Amministrazione Capalbo capace di esprimere il peggio di sé e di offrire un campionario diversificato di promesse puntualmente disattese, che partono dalla mancata installazione delle telecamere di sicurezza, passano attraverso l’ assenza assoluta di manutenzione del campo di calcetto, divenuto oramai quasi inservibile, e la costruzione di una consolatoria struttura ricreativa ad oggi irrealizzata, e culminano nella mancanza di acqua dai rubinetti delle utenze domestiche per più e più giorni, anche in maniera consecutiva.
Il nostro non vuole essere un mero esercizio di campanilismo, come detto, ma riteniamo che una comunità come quella di San Giacomo-Foresta (e con ricadute positive pure per l’area di Chimento), già privata, e pertanto provata, in passato di un finanziamento di 785 mila euro circa per la realizzazione di un nuovo polo scolastico, non possa venire nuovamente mortificata, vista l’esclusione pressoché totale rispetto ad un finanziamento di quasi 500 mila euro per la bitumazione delle arterie stradali, seppur principali , ridotte da tempo un colabrodo, parimenti ad altre molteplici vie di comunicazione in quel di Là Mucone o Acri centro.
Ci sembra pertanto legittimo pretendere una maggiore equità nella distribuzione e sollecitare risposte credibili da parte di chi troppo spesso preferisce fare orecchie da mercante.
D’altronde, con la solita obiettività che ci ha sempre contraddistinto, non ci sentiamo di far ricadere la totalità delle colpe sulle spalle dei due mezzi Sindaci, quanto distribuirla piuttosto anche su quelle di taluni consiglieri, eletti anche grazie ai voti del comprensorio sangiacomese ma, alla prova dei fatti, incapaci di dispiegare la benché minima energia al fine di tutelare la propria comunità di riferimento, anteponendo sovente i propri interessi a quelli della collettività, e traendone a volte vantaggi personali inconciliabili con la libertà e la dignità che dovrebbero accompagnare il conferimento di un mandato elettorale.
A questi Consiglieri chiediamo di dimettersi, sia perché in tre anni hanno dimostrato di non essere all’altezza della fiducia manifestata nel 2017 dagli elettori, sia perché i propri obiettivi personali sono stati già raggiunti, e quindi non comprendiamo l’accanimento nel voler mantenere la poltrona ad ogni costo.
Per non parlare di qualche Assessore, capace di far notizia e suscitare clamore molto più con una potenziale uscita di scena che non attraverso particolari qualità circa il personale operato, che resta avvolto da un alone di grigia mediocrità politica. Infine, riteniamo che Acri sia un sogno più grande rispetto alle realtà delle singole frazioni ed alle aspirazioni di questa classe dirigente, che negli anni ha dimostrato di non essere all’altezza delle aspettative dei cittadini, i quali, a nostro avviso, hanno il sacrosanto diritto di meritare molto più di quello che due mezzi Sindaci, che neppure insieme arrivano a farne uno, siano in grado di offrire.
La conclusione più logica vedrebbe costoro fuori da Palazzo Gencarelli, una volta per tutte, perché è solo dal loro passo indietro che il nostro Paese potrà realizzare un clamoroso balzo in avanti.

PUBBLICATO 20/08/2020 | © Riproduzione Riservata



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