RELIGIONE Letto 2089  |    Stampa articolo

Sapere meglio, è meglio

Foto © Acri In Rete
Padre Leonardo Petrone
condividi su Facebook


Un mio lontano parente, proveniente da Troia, ma di origine greca, per certe malintese con Nettuno ed altri abitanti dell’Olimpo, fu costretto a vagabondare nei dintorni della Calabria e per intervistare Tiresia, pezzo grosso del tempo, si inoltrò nella gola del Mucone, fino alla cascata di “Cadamo”. Quel mio lontano parente si chiamava Ulisse. Quando, dopo anni, riuscì a tornare a casa, la moglie Penelope si confidava con le amiche: “è tornato, è forte come prima e non è cambiato”.
La gioia impediva alla Signora di leggere bene il volto di Ulisse che ogni giorno saliva in alto per scrutare l’orizzonte.. Seduto su dura pietra viaggiava in terre lontane. Un giorno radunò i resti del suo gruppo e disse loro: “qui il nuovo è già vecchio e il vecchio non offre niente di nuovo… per conoscere nuove terre alziamo le vele”.
Ho ereditato questa tendenza, ho fatto esperienze in quattro Continenti: Europa, Asia, Americhe, Africa. In Africa l’esperienza è stata ventennale. Le strade erano mal tracciate e per ripetuti sbagli mi sono trovato in: Centrafrica, Tchad, Cameroun, Nigeria, Gabon, Kongo. In Centrafrica, luogo di residenza, ho stretto amicizia con una famiglia musulmana, bianco e di fiducia potevo discutere a piacere con la Signora Fatimatu, Amadù, dopo i convenevoli, si allontanava sereno e tranquillo.
A Fatimatu chiedevo di farmi conoscere usi e costumi musulmani. Essendo analfabeta, risposte brevi e pratiche, sono sue le notizie che seguono.
La donna musulmana non possiede nulla, lei stessa è posseduta dal marito in tutto e per tutto, non ha identità personale, può sciogliere e mostrare i capelli solo al marito, il vestito non deve essere mai aderente, rivelerebbe qualche parte del corpo a persone sconosciute che subito vorrebbero vederla nuda. I cattivi desideri non bisogna provocarli, offuscano la dignità della donna. Per ovviare alla perdita della dignità sono nati abbigliamenti obbligatori per la donna.
Gli abbigliamenti che conciliano sonno tranquillo al Signor Marito sono quattro:, la Signora che va al mercato col paniere ancora vuoto, per non farsi rubare bellezza che appartiene al marito deve indossare gli abbigliamenti opportuni che sono: Niqab – Hijab – Chador – Burqa. Il Niqab è un velo che copre il volto ma fa vedere gli occhi, una mascherina più grande di quella che stiamo usando. Hijab copre capelli e capo, gli occhi possono spaziare.
Chador, è una specie di mantellina che copre capo e spalle, il viso resta visibile. Burqa, mortifica fantasia e desideri, è un vestito che copre tutto il corpo femminile, non lascia vedere niente, anche gli occhi sono protetti da opportuna retina, sei visto ma non vedi. In Italia i veli ancora in uso sono due: bianco per il matrimonio, nero in occasione di lutto. Tutti e due tendono a scomparire.
Quelli musulmani suscitano indignazione, fanno pensare schiavitù. Ci sono altre due cosette più menomanti dell’abbigliamento, per il momento sono rimandate.
Oriana Fallace è stata grande e ha molto scritto con chiarezza, in un suo libro, molto letto, rivela un suo incontro con un gruppo di donne musulmane: durante animata discussione le musulmane si alzano, si scoprono la pancia e ne mostrano la rotondità, erano tutte incinte, confidarono ad Oriana: “Vi conquisteremo con queste”. Sta diventando realtà: i musulmani aumentano, i cristiani diminuiscono, la pancia rotonda annunzia futuro, quella piatta annunzia decadenza.
L’eccessiva tolleranza comporta decadenza, quando saremo in minoranza, la nostra tolleranza cambierà residenza.

PUBBLICATO 21/09/2020 | © Riproduzione Riservata



L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.











Ultime Notizie

OPINIONE  |  LETTO 152  
Verso la ''Città della Felicità'': Un Progetto Aperto per Rinascere Insieme
Abitare un luogo non significa semplicemente occupare uno spazio geografico; significa far parte di un organismo vivente, custode di memoria, identità e speranza. Oggi, per la nostra comunità, si avve ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 243  
Verso le comunali. Ancora nessun accordo con il centro destra ma solo incontri esplorativi
In riferimento all'articolo recentemente pubblicato da Acri In Rete sulle prossime elezioni comunali, riteniamo doveroso fornire alcune precisazioni. Azione – Il Coraggio di cambiare non ha, allo stat ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 183  
Proposta concreta per il rinnovo della concessione della centrale idroelettrica del Mucone
Il rinnovo della concessione della centrale idroelettrica del Mucone rappresenta un passaggio decisivo per il futuro del territorio di Acri. Si tratta di una fase strategica che non può essere affront ...
Leggi tutto

EDITORIALE  |  LETTO 676  
Verso le Comunali 2027. Alla ricerca di candidati
Le Coalizioni ed i rispettivi “leader” sono alla ricerca di candidati sia per il consiglio comunale che per la poltrona più importante di palazzo Gencarelli. Il sindaco Capalbo in questo campo è tutt’ ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 413  
Progressioni verticali. La Fp Cgil contesta i criteri dell’amministrazione comunale
Resta alta la tensione tra la FP CGIL di Cosenza e l'amministrazione comunale di Acri, guidata dal sindaco Pino Capalbo. Al centro dello scontro, l'ultimo bando sulle progressioni verticali del person ...
Leggi tutto