L’augurio di un Santo Natale di fede e di speranza
Anna Maria Algieri
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Le atmosfere familiari, intime, raccolte e i valori cristiani improntati alla fede e alla fratellanza, propri della ricorrenza del Santo Natale, travolti dal consumismo e dalla superficialità, sembrano appartenere a tempi ormai lontani, finiti per sempre, ma forse, nel periodo tanto particolare e drammatico di lutti e di sofferenze che i popoli di tutta la terra stanno vivendo da lunghi mesi, possono essere riscoperti e vissuti nel modo più vero e autentico.
La grave pandemia in atto, infatti, ci ricorda quanto siamo fragili di fronte alle malattie e, nello stesso tempo, quanto la fede nel Signore e la speranza nella concordia e nell’unione del genere umano ci possono far diventare forti. È per questo motivo che ho voluto che venisse pubblicata una pagina molto significativa tratta dal mio libro “Lettere di Natale ai miei genitori”: vuole essere, da parte mia, un messaggio di auguri sinceri per tutti, affinché dal dolore possano sorgere un’umanità interiormente rinnovata e un mondo migliore! Lettera di Natale ai miei genitori. Buon Natale, papà! Buon Natale, mamma! Oggi, nel gran giorno della luce, nasce in me la malinconia più triste, perché per me non c’è più risposta. Il silenzio della nostalgia mi porta indietro nel tempo, quando ancora ragazza aspettavo il lieto evento. Era la festa più bella e anche il freddo più gelido diventava calore d’amore: nessuno era assente alla cena della sera di Natale. La tavola era imbandita di pietanze diverse che dovevano essere 13, 9 o 5. Si aveva premura di mettere la letterina sotto il piatto con la fatidica frase: Io chiudo il bigliettino e tu apri il portafoglio. Dopo la cena vi baciavamo la mano e voi ci davate la vostra paterna e materna benedizione: Sii benedetta, figlia mia! Ci si scambiava gli auguri con gli altri della famiglia e iniziava la cena, fatta a base di pesce e frittura varia. La frutta era la più diversa e veniva messa in un grande cesto. E, intanto, nella Notte Santa s’aspettava il suono delle campane che annunciava lo straordinario evento. Si correva in chiesa, mentre nella piazza veniva acceso il grande fuoco e i ragazzi intorno ascoltavano le zampogne tra fuochi d’artificio e scoppi vari. Nel presepe, preparato con grande gioia, veniva a regnare in mezzo a noi il Redentore! Che gioia, che contentezza! Era nato nei nostri cuori l’amore più grande, l’amore più bello: era la notte del Santo Natale! Oggi restano i ricordi perché, miei amati genitori, non ci siete più, ma il vostro esempio e il vostro amore restano in eterno, perché nessuno mai mi porterà via la vostra benedizione e io continuerò ad amarvi e vi mando gli auguri più belli di Buon Natale. Sento che da lassù, in cielo, due stelle brillano per me e dicono: Benedetta, figlia mia! |
PUBBLICATO 26/12/2020 | © Riproduzione Riservata

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