Ancora sul covid e sulla follia dell'uomo
Vincenzo Rizzuto
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E’ triste, incompressibile, terribilmente disumano e assurdo assistere oggi al balletto dei no vax; fra questi troviamo addirittura medici che, dimenticando il giuramento di Ippocrate, predicano il rifiuto della scienza e si affidano alla magia di fronte alla strage di una pandemia di tipo chiliastico, come quelle dei secoli passati: peste bubbonica, peste nera, vaiolo, spagnola, tanto per citarne alcune, che, senza l’ausilio della scienza moderna, hanno di volta in volta decimato intere popolazioni con milioni di morti e di invalidi per tutta la vita. Queste elementari considerazioni, di buon senso e di coscienza storica, dagli ottentotti no vax di turno vengono del tutto ignorate o interpretate in modo acritico, spalleggiate, appunto, da una sedicente minoranza di medici, che in buona o cattiva fede dimostrano palesemente, credo, di avere sbagliato mestiere; e sì, perché negando l’evidenza negano la loro stessa professione, che è quella di salvare l’uomo malato ad ogni costo ‘secondo scienza e coscienza’. Costoro infatti, nel rifiutare il vaccino, dicono di appellarsi alla loro coscienza mettendo così da parte completamente la scienza; ma la coscienza che cosa è se non è illuminata dalla scienza, che è la vera scintilla divina dell’uomo?
Una scintilla che è frutto di millenni di ricerca, ricerca che spesso è costata la stessa vita dell’uomo; ricerca che ci fa atterrare sulla Luna, su Marte, che ci porta ad esplorare gli abissi del mare o la profondissima infinità dell’universo di cui pure facciamo parte. E i vaccini sono figli di questa medesima ricerca, come tutte le altre conquiste dell’umanità da sempre in balia di eventi imprevisti, di fronte ai quali solo la piccola, grande ragione umana può tentare di reagire per cercare di uscirne indenne; è una lotta senza tregua contro il male, che l’uomo di tutti i tempi porta avanti, con quella piccola luce della sua ‘ratio’, per vincere le tenebre che da ogni parte incombono minacciose lungo il cammino faticoso dell’esistenza. E il vaccino è una parte di questa piccola scintilla con la quale anche oggi l’intera umanità sta cercando di sopravvivere. Non c’è, cari ottentotti e dottori senza scienza, altra via di scampo, perciò, per favore, non invocate la morte, non invocate il buio, ma ‘Fate luce’ contro l’ignoranza, come diceva V. Ugo ne ‘I Miserabili’. Tutto questo lo aveva capito addirittura anche il padre del grande Giacomo Leopardi, il conte Monaldo che, nella prima metà dell’Ottocento a Recanati, aveva vaccinato tutta la sua famiglia contro il vaiolo, e come Gonfaloniere aveva resa obbligatoria per tutti tale profilassi. |
PUBBLICATO 01/01/2021 | © Riproduzione Riservata

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