L’ambiente, la sua recente storia e la cultura del verde
Francesco Foggia
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L’ambiente che ci circonda l’osserviamo da tempo, però, dovremmo farlo con profonda curiosità, senza darlo per assodato, ma percepirne il valore, l’eterogeneità, l’unicità, la vulnerabilità e tenere presente la storia che ha avuto per poterlo rispettare e non farlo sentire abbandonato. La caratteristica principale di Acri, oltre alla sua posizione sul versante settentrionale della Sila Greca, è la distribuzione dei suoi abitanti nel vasto territorio (198 kmq), con una miriade di piccole e grandi frazioni: ognuna con peculiarità legate all’altitudine, al clima, alla morfologia e alla distanza dal centro cittadino. La frazione Duglia è la più vicina al centro cittadino, perché sviluppatasi lungo l’arteria che porta da Acri a S. Demetrio C. e alla Piana di Sibari. Tale frazione riserva curiosità non indifferenti a coloro che la percorreranno in lungo e in largo. Il suo nome è legato all’omonimo torrente che nasce in territorio acrese e lo percorre per 12,88 km (secondo miei computi, da quota 1.016 m slm, nell’alto Vallone d’Omaro, fino a quota di 482,58 m slm), sviluppando un bacino idrografico di 28,73 kmq, prima di attraversare il territorio di Bisignano e di sfociare nel Fiume Crati. La descrizione dell’intero borgo di Duglia richiama facilmente il paesino di fantasia che Aldo Palazzeschi narra nella poesia “Rio Bo”. Potremmo incominciare a dire che a Duglia, oltre al torrente, ci sono una scuola per bambini, una chiesa dai “tetti aguzzi”, due panifici, due ristoranti, una sorgente di acqua fresca, canalette d’irrigazione, un cavallo sul praticello e un campetto sportivo, attrezzato alla bell’e meglio con altalena, panchine e barbecue. L’insieme è immerso in una natura lussureggiante fatta di pioppi, acacie, querce, castagni, noci, cipressi, pini, abeti, orti, fichi. Ciò che si distingue meglio, perché adiacente la strada principale, è un bel filare di quattro tigli che fornisce ombra nelle ore pomeridiane, quando più si sente la calura estiva. Ebbene questi tigli, insieme agli altri otto che ombreggiano il percorso verso la chiesa, ci parlano della storia ambientalistica perseguita dalle varie Amministrazioni Comunali di Acri. Tale storia iniziò nella seconda metà del ‘900 e divenne sempre più incisiva man mano che arrivò alla fine del secolo scorso, con la sistemazione del tratto iniziale di Parco Calamo, sopra l’omonimo torrente, e la demolizione dei muri di cinta del vecchio Campo Sportivo. La cultura del bello continuò ad affermarsi ad Acri, nel nuovo secolo, con la realizzazione del magnifico progetto “Fulmine a ciel sereno”, avendo come centro Piazza Annunziata. Le opere suddette realizzavano un deciso ammodernamento urbanistico e il proposito di curare il decoro dei luoghi. Tale volontà ebbe modo di materializzarsi appieno negli ultimi decenni per la competenza, l’energia e la passione di Armando Covello, divenuto importante Responsabile comunale al verde pubblico. Per la sua dedizione al ruolo conferitogli e per le sue relazioni umane con gli operai comunali e le ditte fornitrici ha contribuito a dare un tocco personale alla città di Acri: dalle aiuole ai prati erbosi, dagli addobbi floreali ai viali alberati e all’arredo urbano. L’operato di Armando Covello farà senz’altro da sprone a mantenere alta e sempre più accogliente l’immagine della città. Francesco Foggia
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PUBBLICATO 28/10/2026 | © Riproduzione Riservata

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