Forse sarebbe il caso di muoversi
Vincenzo Rizzuto
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Nemmeno in questo periodo di profonda crisi economica, sanitaria e sociale, in cui versa tutto il nostro territorio, si assiste alla benché minima iniziativa effettiva: non una presa di posizione da parte dei Sindacati, ridotti ormai ad enti di assistenzialismo spicciolo; non un tentativo di organizzarsi da parte delle diverse Amministrazioni viciniori per una azione comune verso la Regione inadempiente e verso Governi completamente assenti; non una parola da parte dei giovani privati di tutto: Università e scuole pressoché chiuse, mancanza totale di lavoro; niente di niente, tutto tace, tutto langue in una specie di deliquio, indotto non solo dal Covid ma anche da una specie di apatia, di silenzio e di acquiescenza al quotidiano, comunque esso si presenti; anche la morte di centinaia di persone ogni giorno viene vissuta in modo inerme, con telegiornali che ripetono le medesime notizie come cantilene ormai insopportabili.
Il tutto attraverso l’avvicendamento di Governi che si fanno e disfanno in misture di maggioranze strane, nuove, inusitate, che di volta in volta vengono presentate e commentate da una pletora di ‘esperti e sacerdoti’ della politica, che ben poco ha che fare con i bisogni primari della gente. Insomma, c’è in giro una stanchezza che prende alla gola e minaccia di strozzare sul nascere ogni conato di risveglio e ritorno alla vita, fatta invece di identità e di sana volontà di riappropriarsi della propria storia. E così, senza muovere ciglia, si assiste al crollo di ponti, si minacciano addirittura povere vittime della pazzia nazifascista, si specula sui vaccini, sulle mascherine, si chiudono ospedali, e si assiste, anche in casa nostra, allo sfruttamento e alla morte di migliaia di poveri cristi, colpevoli solo di essere stranieri e di volere sfuggire alla schiavitù più feroce da parte di potenti aguzzini, cui noi vendiamo armi e strumenti di sterminio. Tutto questo ci dice una sola cosa, terribile ma maledettamente vera, stiamo diventando insensibili a tutto, pronti ad accogliere tutto ciò che non ci procura fastidio e ci diverte, tutto ciò che si presenta gratuito: ma nella vita di ognuno e dei popoli interi c’è davvero qualcosa di gratuito? Io credo di no, perché dagli affetti più intimi all’amicizia, dalla generosità al riscatto dalla miseria morale e materiale si esce protagonista solo con il sacrificio e l’impegno continuo dall’inizio alla fine della propria esistenza. E allora cerchiamo di muoverci, di non dormire, di non accettare supinamente e acriticamente tutto ciò che ci viene propinato gratuitamente, perché il gratuito è inevitabilmente una truffa in quanto include sempre l’assenza del nostro agire, del nostro intervento e ci rende servi; non è mai sprecato ricordare che ‘il sonno della ragione genera mostri’, come qualche filosofo, pure dimenticato, disse. |
PUBBLICATO 20/02/2021 | © Riproduzione Riservata

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