Azzeccagarbugli
Giuseppe Donato
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Avevo promesso a me stesso e soprattutto a mia madre di non permettere più al mio alter ego disfattista di prendere il sopravvento e quindi consentirgli di tuffarmi in beghe acresi, politiche e non.
Risulterà quindi fin troppo evidente, dopo aver inviato questa mia opinione alla stampa locale, non aver mantenuto fede all’intento (non so se mi spiego!). Premetto che non ho apprezzato la tempistica di un attacco sferrato all’Assessore alle Attività Produttive, caduto proprio nel giorno in cui si dovrebbe mantenere fede a quella purtroppo illusoria promessa di non calpestare in alcuna maniera la dignità delle donne, festeggiata l’8 marzo per poi rimetterla di corsa nel cassetto del dimenticatoio, almeno per talune categorie che da oggi riprenderanno a timbrare il cartellino dei maltrattamenti, delle angherie, delle violenze e dei soprusi, che non permettono alle donne di ritagliarsi il giusto posto negli equilibri di un universo che tanfa e pure troppo di una sgradevole colonia dozzinale maschile. Non mi soffermerò neanche sul contenuto dell’attacco perché non sono solito imbarcarmi in beghe che riguardano situazioni incancrenite dalla convivenza forzata in un ambiente ristretto come quello di una cittadina che in passato poteva contare su oltre 25000 abitanti e che oggi ne annovererà non più di 20000, per essere buoni. Su di un aspetto però mi soffermerò ovvero la risposta “istintiva” dell’Assessore alle Attività Produttive, che se fosse stata scritta da un addetto stampa irregolare, di quelli che popolano gli ambienti politici a caccia di prebende, allora non mi sarei stupito più di tanto. Il discorso potrebbe cambiare e non poco se a vergare il comunicato fosse stata proprio l’Assessore (e mi perdonerete se finora non ho usato il femminile Assessora, ma di pennacchi ve ne sono già troppi in giro!). Se così fosse allora ci troveremmo di fronte a una caduta di stile colossale, a causa di alcuni orrori ortografici che squalificherebbero l’operato della persona deputata all’estensione del comunicato, che non avrebbe altra via d’uscita se non chiedere scusa alla popolazione costretta a interpretare comunicazioni distribuite a pioggia sulle svariate pagine social e di conseguenza rimettere il mandato assessorile nelle mani del Sindaco Capalbo. Del resto ancora gridano vendetta i bandi regionali per i quali il Comune risulta estromesso per presunti errori nella valutazione (non avrebbero considerato “l’aria” del Comune di Acri ricadente nel MAB!) e per non aver accluso, alla domanda, un documento fondamentale per determinare il risparmio energetico consequenziale all’intervento per il quale si chiedeva il contributo. Ci sarebbe anche la richiesta di una perizia per analizzare il conglomerato bituminoso saltato in aria misteriosamente, ma vista la ripresa delle operazioni di asfaltatura probabilmente avrà prodotto esito positivo. Tanto dovevo per senso civico e tanto vi toccherà sorbirvi anche per questa volta, sperando che sia l’ultima (scusa mamma!). |
PUBBLICATO 09/03/2021 | © Riproduzione Riservata

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