I fatti della settimana. Annunci, bugie, disaffezione
Redazione
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Un settimana ricca di notizie. Noi non ambiamo al Premio Pulitzer, che lasciamo volentieri ad altri seppure sempre più spesso protagonisti di maestose cantonate e bufale. Sibari Sila e galleria 660 sono due vicende che trattiamo periodicamente. Ricorderete anche i Focus di dicembre scorso. La questione relativa alla Sibari Sila, i cui lavori, fermi da tre anni, sono cominciati nel 2007, si arricchisce di nuovi ed importanti particolari. La nota, lunga ed interessante, che ci ha fatto pervenire la ditta Aedinovis, sgombra il campo da equivoci e dubbi; tra la Provincia e la suddetta ditta, non è stato stipulato alcun contratto perché l’Ente si è rifiutata di versare, come stabilisce la legge, l’acconto. Tutto da rifare, quindi, ovvero altro bando, altra graduatoria. Nel frattempo gli anni passano, siamo già a 14, e gli utenti sono costretti a vedere solo ammasso di cemento ed a percorrere lunghe e anguste arterie per raggiungere lo Ionio. Ne approfittiamo per chiedere al presidente della Provincia Iacucci quando è prevista l’apertura della galleria 660 visto che egli stesso, nello scorso mese di agosto, aveva indicato settembre 2020 quale mese dell’inaugurazione. Poiché è risaputo che spesso i tagli dei nastri di queste opere avvengono in prossimità di elezioni non vorremmo che la galleria (800 metri in 15 anni) fosse aperta nel prossimo mese di ottobre (elezioni regionali) o addirittura nel giugno 2022 (elezioni comunali). Ricordi. Grazie alla nostra Andreina Morrone, Acri in rete ha ricordato Fausto Cozzetto, originario di Acri, intellettuale, scrittore, storico e docente universitario. Possibile che Istituzioni ed Associazioni culturali acresi si siano dimenticati del buon Fausto? Ospedale. Apprendiamo che, finalmente, è ripresa l’attività chirurgica. Speriamo non sia una cosa temporanea nel frattempo l’amministrazione comunale ha impugnato al Tar il nuovo atto aziendale che, da qualche consigliere comunale di maggioranza era stato annunciato pro Beato Angelo. Consiglio comunale. Sono sempre meno i cittadini/elettori che seguono i lavori del consiglio comunale, massimo organo istituzionale e politico di una comunità. I motivi possono essere diversi; la disaffezione alla politica, i metodi di trasmissione che non facilitano un’ampia partecipazione, il poco entusiasmo ed interesse che riesce ad incutere il consiglio comunale stesso. Eppure l’ultima volta si parlava di consuntivo e di crisi del commercio. A proposito di quest’ultima questione, l’interessante proposta dell’opposizione è stata rigettata mentre è stata approvata quella del sindaco che ha investito il governo nazionale e regionale per fare fronte alle difficoltà del commercio acrese. Vedremo se Spirlì e Draghi daranno risposte.
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PUBBLICATO 01/05/2021 | © Riproduzione Riservata

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