CURIOSITA' Letto 602  |    Stampa articolo

La luna,. Miti e simboli

Foto © Acri In Rete
Gaia Bafaro
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In queste notti è possibile godere dello spettacolo della Superluna di giugno, si tratta del primo plenilunio estivo e, noi di Acri in Rete, abbiamo deciso di incuriosirvi svelandovi solo una minima parte dei simboli e delle credenze legate al bell’astro. Il termine “Luna” deriva da Lucsna, la lucente, Selene, Dea lunare Greca. Rispetto al Sole, la luna si presta alla misurazione del tempo e proprio per questo motivo , soprattutto nelle lingue germaniche, il suo nome è caratterizzato dalla radice “men”, “mens” che significa misurare (si pensi a mond, moon, mesic). Le sue fasi discendenti e crescenti, sono state da sempre ricollegate ai cicli vitali e in molte tradizioni vige una concezione fatalista in cui si contrappone la perenne rinascita della luna alla morte definitiva dell’uomo. I Boscimani del Kalahari narrano che la lepre, emissario della luna, fu inviata sulla terra affinché svelasse agli uomini che un giorno sarebbero risorti e di non temere dunque la morte. Purtroppo la lepre ne invertì il significato e i terrestri persero il privilegio di rinascita concessogli dalla luna. Analoga è la tradizione degli indigeni della Macronesia che ricorda come un tempo gli uomini risorgessero dalla morte ( sotto forma di bambino) dopo essere stati sotto terra per tre giorni; ci fu un caso però in cui un corpo rimase sepolto per quattro giorni e per questo motivo, la resurrezione divenne solo un ricordo. Molte sono le divinità associate alla luna. Una di queste è Khonsu caratterizzato da forme umane ma che poteva assumere l’aspetto di un’aquila, il suo nome significa l’errante in riferimento al cammino percorso dalla luna nel cielo. Si trattava di un dio fanciullo, solitamente benevolo, poiché era un dio egiziano associato alla seme che può evolversi per fecondare tutti i principi futuri. Egli era simbolo del potenziale che giace nell’animo dell’uomo e aiutava l’umanità a riscoprire la loro parte divina. Khonsu era “colui che attraversava il cielo in barca” accompagnato da babbuini e sciacalli con lo scopo di delineare il destino della gente e la lunghezza dell’ esistenza di ciascuno. Una caratteristica del Dio era quella di essere un esorcista, gli egiziani e altri popoli, lo invocavano per sanare i confitti spirituali ed esorcizzare i demoni. Questo Dio è uno dei pochi , insieme al Babilonese Sin, ad essere ricollegato alla luna, poiché solitamente il Dio incarna un principio caldo, maschile e fallico (il Sole) mentre la luna nell’immaginario collettivo è simbolo di femminilità e rappresentazione dell’utero fecondato. Le testimonianze delle esistenze di Dee Lunari sono molto antiche, uno dei primi ritrovamenti fu la Venere di Laussei (12.000 anni fa) incisa all’interno di una grotta presso Eyzies-de- Tayac, essa incarna l’archetipo della donna-madre che con i suoi cicli di fertilità si trova in perfetta osmosi con la luna. La venere, veniva rappresentata con un corno di bisonte nella mano destra, un’ allusione alla mezza luna, inciso di 13 tacche (richiamando le 13 lune dell’anno) mentre la mano sinistra indicava il proprio ventre, lo sguardo era invece rivolto alla luna crescente per sottolineare la possibilità di essere pregna. L’opera era realizzata inoltre in ocra rossa per alludere al sangue mestruale e veniva utilizzata come immagine sacra e anche come calendario. C’è da precisare che il corno è simbolo lunare poiché sinonimo di pienezza, inoltre le corna del toro sono collegate alla grande madre, divinità suprema della fertilità cui corna sono spesso ricollegate alla vulva . Hator, divinità egiziana, racchiudeva tra corna bovine il disco solare per sottolineare il fatto di come il culto solare e quello lunare fossero strettamente connessi. Si trattava di una dea legata all’oltretomba, citata nel libro dei morti, il suo scopo era quello di preparare il trono per le anime giuste. In ambito romano-greco , invece, spiccava la Dea Selene, primo volto della luna come la fanciulla, il suo secondo nome era Mene, da ricondursi al senso di misura, non a caso l’anno è scandito da mesi che non sono altro che una misurazione del tempo in base alle fasi lunari. Selene si innamorò secondo il mito del giovane pastore Endimione da cui nacquero 50 figli. Per timore di concepire ulteriormente la Dea , chiese a Zeus di addormentare in eterno il giovane affinché potesse custodirlo per sempre senza rischio di ulteriore maternità. Il sonno di Endimione simboleggia il fascino seducente della luna che annebbia la coscienza con una luce riflessa, riverbero di quella solare. Tutto ciò che riguarda l’argenteo astro è irridente e illusorio, solo lo spirito temprato può penetrare i misteri lunari, altrimenti si rischia di entrare in un sonno indotto originato da una coscienza obnubilata. Diverse le leggende ricollegate alla luna, vorremmo ricordarne alcune, ad esempio quello di induista di Ganesha, dio della ricchezza che offuscò la luce lunare. Una sera dopo aver mangiato troppo, il dio a cavallo del suo topo cadde a terra perdendo tutte le sue viscere, prese allora il suo serpente sacro e lo legò in vita per medicarsi. La luna che aveva assistito alla scena, scoppiò a ridere, il dio rappresentato con una testa di elefante, gli lancio una sua zanna maledicendola e condannandola a vivere di solo luce riflessa. Su questa tematica sono molte le leggende, un mito cosmogonico dello Zambesi parla di come la luna fosse gelosa della luminosità del sole a tal punto che gli rubò delle piume di luce, quando questo se ne accorse, gli schizzo del fango e si originarono le macchie lunari. Per i Bomitaba in origine esistevano due ma, essendo rivali i due astri , uno decise di ingannare l’altro proponendo un bagno nel mare. Il sole che cadde nel tranello e si tuffò divenne la luna, perdendo per sempre la propria luce. Infine, vorremmo ricordare un’ulteriore leggenda che narra di come la luna sbirciò un giorno la propria madre e quella del sole mentre facevano il bagno. Queste la punirono privandola del proprio bagliore affinché tutti potessero guardarla in eterno senza veli, cosa che non è possibile fare con il sole a causa della sua eccessiva luce.

PUBBLICATO 25/06/2021 | © Riproduzione Riservata





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