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Il peso della vergogna

Foto © Acri In Rete
Franco Bifano
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Mi chiedo se è chiaro davvero a tutti quello che sta succedendo nella nostra ridente cittadina. Piano piano, ma in maniera sistematica, ci stanno privando di servizi importanti e di diritti imprescindibili.
Il guaio è che questo accade sotto gli occhi di tutti, eppure, non riusciamo ad organizzare come comunità un’azione di efficace contrasto. Come è possibile?
Prendiamo per esempio l’acqua, bene primario insostituibile e a maggior ragione in questi tempi complicati. L’insidiosa pandemia rende indispensabile lavarsi spesso e bene - quindi da due anni a questa parte - l’acqua è diventa un presidio sanitario indispensabile, una vera e propria “arma” di difesa della salute. Dunque, non poterne disporre in maniera costante e adeguata non solo è fonte di un gravissimo disagio, ma mette a rischio la salute delle singole famiglie, quindi di riflesso tutta la comunità per possibile diffusione di contagi.
Ne consegue che l’acqua dovrebbe essere erogata nelle case in maniera costante e quotidiana. Chi non comprende questo o è un cialtrone o è in mala fede; oppure, più semplicemente, in casa sua l’acqua non è mai mancata!!
L’acqua nelle case appare e scompare senza preavviso. Più che un servizio, ricorda il gioco delle tre carte che un tempo si vedeva nelle fiere di paese. Questo, beninteso, non accade in tutta la città ma solo in alcuni quartieri. Su quest’ultimo aspetto però tornerò più avanti.
Ovviamente, si obietterà che il disservizio avveniva anche in passato, ed è vero! Tuttavia, questo ormai non può essere più un l’alibi da reiterare all’infinito, soprattutto considerando che ad oggi il servizio è peggiorato!
A proposito, sarebbe opportuno conoscere le zone “fortunate” nelle quali l’acqua è stata sempre garantita. Magari in qualcuna di queste abita anche qualche aureo amministratore. Non è per fargliene una colpa, per carità, ma solo per capire se ha mai condiviso il disagio dei cittadini che dovrebbe rappresentare. Se non lo ha mai fatto, potrebbe forse non comprendere fino in fondo la drammaticità della situazione. Non vi pare? Aspetto quindi fiducioso notizie in tal senso.
Nell’attesa, considerato che l’acqua è “magicamente” sparita anche oggi credo che nello stesso momento che riceverò il bollettino di pagamento per quest’anno di servizio a “singhiozzo” lo rispedirò al mittente.
Non solo, non vedo l’ora che si organizzi qualche convegno in pompa magna sull’importanza di incentivare il turismo nella nostra città. Sarò in prima fila per capire come e se verrà spiegato ai potenziali turisti che potrebbe capitare loro di non potersi lavare con l’acqua corrente (come è accaduto ai “fortunati” visitatori nei mesi estivi appena trascorsi), o che quando utilizzeranno i servizi igienici, non potendo scaricare dalla vaschetta, dovranno servirsi di un secchio come avveniva gli anni ‘40. Già immagino l’entusiasmo con il quale arriveranno decine di autobus al giorno, stracarichi di festanti turisti.
Se un giorno la parola vergogna tornerà ad avere il peso che aveva in passato, molti di quelli che nel tempo ci hanno ridotto in questo stato forse non potranno uscire più di casa.
Intanto, la misura è ormai colma!

PUBBLICATO 08/10/2021 | © Riproduzione Riservata



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