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Bisignano: ''La nebbia agli irti colli piovigginando sale e sotto la tempesta frana la sede stradale''

Foto © Acri In Rete
Alberto De Luca
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Non me ne vogliano i letterati o il grande poeta Carducci se nel titolo dell'articolo ho cambiato il celebre inizio di San Martino, ma a Bisignano con la poesia tout court si conclude ben poco.
A parlare sono i fatti e i misfatti che riportano ognuno e specialmente alcuni residenti, alla tragicommedia quotidiana delle strade di campagna ridotte a letti di fiumara a ogni minima pioggia.
Neppure la via che conduce alla cava delle pietre è più divelta della direttrice che dalla contrada Squarcio di Bisignano risale fino alle abitazioni di alcuni sfortunati residenti e si ricollega alla confluenza in prossimità delle serre dei fiori.
Lungo la carreggiata ridotta ormai alla stregua di una mulattiera, a causa della totale mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria, le buche e i dislivelli del mantello stradale hanno raggiunto la profondità delle voragini scavate per estrarre il materiale inerte.
I cittadini che percorrono quella viabilità tutti i giorni per raggiungere le proprie abitazioni sono costretti ad aggirare magistralmente ogni fossato che si frappone al loro passaggio come un permanente e pericoloso ostacolo alla transitabilita in sicurezza di qualsiasi mezzo meccanico.
Questo noioso disagio perdura ormai da diverso tempo nonostante che le altre strade limitrofe risultino riparate, anzi, in alcune località il bitume è stato cosparso finanche al portone d'ingresso delle abitazioni e in una quantità tale che ha finito per scontentare alcune utenze dopo che si sono accorte di non poter accedere perché il cancello di casa non si apriva a causa del livello della sostanza scura troppo alta.
A tal proposito e visto i mancati interventi risolutivi delle passate amministrazioni, anche il poeta Carducci se fosse ancora in vita, pur di scogliere gli animi e alleviare i postumi degli oltraggiosi inadempimenti amministrativi nei confronti dei cittadini cosiddetti di serie B, avrebbe continuato a recitare i suoi versi adducendo che "per le vie del borgo al ribbolir dei tini va l'aspro odor dei vini l'anime a rallegrar" .
Peccato che in quei luoghi dove si vive di agricoltura, le zone di campagna a Nord/Est di Bisignano sono considerate fertili e paesaggisticamente belle, senza una viabilità sicura e dunque resa transitabile attraverso i necessari interventi di manutenzione, non c'è né l'aspro odore dei vini, né l'anime a rallegrar, ma solamente la disperazione di chi attende da anni che il comune ripristini la viabilità divelta poiché a ogni pioggia si rischia di morire travolti dalle slavine o vittime di incidenti stradali.
Una condizione di disagio anche abbastanza discriminatoria se si pensa alla viabilità come libertà di movimento per raggiungere il lavoro, gli amici, i parenti o per ricevere la società che senza quella via di comunicazione non potrà mai conoscere quei luoghi ancora incontaminati in cui persiste un mondo naturale.
"Gira su' ceppi accesi lo spiedo schippettando: sta il cacciator fischiando sull'uscio a rimirar".
Senza nulla togliere agli amanti della caccia, è da segnalare anche che gli unici mezzi adatti a transitare nei pantani stradali delle suddette contrade sono quelli dei cacciatori che perlustrano la zona continuamente.
Passando e ripassando con i loro pneumatici chiodati finisco per peggiorare inesorabilmente il già precario fondo stradale che successivamente collassa sotto la pioggia incessante in scenari veramente incresciosi in cui bisogna abbandonare la propria utilitaria nella fanghiglia e ritornare a casa imprecando.
Una situazione non più sostenibile alla quale qualcuno dovrà porre rimedio ma lungi da richiederlo all'amministrazione in carica anche per scaramanzia e visto i risultati inconcludenti degli altri governi bisignanesi.

PUBBLICATO 11/10/2021 | © Riproduzione Riservata





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