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Amministrazione mediocre e di facile irritabilità

Foto © Acri In Rete
Stefano Ritacco
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Ormai prossimi alla scadenza della consiliatura, riteniamo legittimo e doveroso, da cittadini – e ancor più da cittadini da sempre impegnati e attivi nel dibattito politico – dire la nostra su quello che non esitiamo a definire una “debacle” su tutti i fronti.
E lo diciamo senza alcun livore ma semplicemente tirando le somme di un’azione amministrativa che, in questi anni più che mai, si è contraddistinta per un immobilismo che non ha paragoni (fatta forse eccezione per la parentesi del 2010-2013).
Il tutto con buona pace dei diretti interessati e dei loro consanguinei che, con spirito battagliero, bacchettano chiunque si permetta di sottolineare semplicemente l’evidenza.
Il culmine è stato raggiunto qualche giorno fa, dalla sorella del primo cittadino, la quale entrando a gamba tesa nel dibattito facebook, esordisce dicendo: “candidati e facci vedere cosa sai fare”.
Ora, al netto della etichetta, che imporrebbe forse un diverso atteggiamento, riteniamo questo modus operandi alquanto singolare.
Egregia signora, il diritto di critica è sacrosanto e non implica direttamente che colui che critica debba necessariamente candidarsi.
Diversamente dovremmo condannare al silenzio il 99% della popolazione, riservando i rilievi solo a coloro che sfideranno l’attuale sindaco nella prossima tornata elettorale.
Ve lo immaginate Draghi o il presidente della Commissione europea che, rispondendo a critiche di opinionisti, giornalisti o semplicemente cittadini, risponde loro dicendo: “venite voi al mio posto e mostratemi il vostro valore”???
Tutto ciò premesso, ci permettiamo di replicare alla signora consanguinea del sindaco che, in ogni caso, la sfida potrebbe essere accolta da chiunque, perché ad oggi riteniamo che peggio di così non si possa davvero fare, in tutti i campi nei quali suo fratello si è cimentato. Per dovere di sintesi, ci permettiamo solo alcuni esempi:
1) totale mancanza di progettualità propria, essendosi l’attuale amministrazione distinta per un totale immobilismo, limitandosi a qualche taglio di nastro, talora appropriato, tal’altra meno;
2) E’ vero, come sostiene il primo cittadino, che il problema dell’acqua è atavico, tuttavia mai si erano toccate punte così estreme con interiquartieri lasciati all’asciutto per giorni interi, durante la stagione estiva e in un periodo pandemico, nel quale la necessità di igiene personale e di vitale importanza.
3) Le strade ridotte a colabrodo come negli ultimi 5 anni, non hanno eguali;
4) Durante la fase elettorale l’attuale sindaco si era impegnato con i cittadini promettendo una vera e propria rivoluzione. Dire che il “cambia vento” non ci sia stato, rischia di divenire un’ovvietà;
5) Sulla questione delle esternalizzazioni il Sindaco era stato perentorio, promettendo un’inversione di tendenza, che non solo non c’è stata ma si è assistito a un potenziamento di questa pratica anche in settori finora mai lambiti, come, ad esempio quello idrico.
6) A nessuno venga in mente di addurre come scusa il dissesto – il cui rientro, com’è nota è opera dei commissari – dato che all’atto della candidatura Capalbo questo problema era noto ed esistente, quindi non si può addurre come scusa.

In pratica, ci troviamo di fronte al paradosso di un bilancio oggettivamente fallimentare, di fronte al quale tutto ciò che si replica ai cittadini è la sfida a provare a candidarsi.
In tutti i sistemi democratici del mondo, chi fa politica mette in conto di esporsi al giudizio dei cittadini, serenamente e replicando nel merito, giammai con un atteggiamento borioso e provocatorio.
Ci sono Paesi nei quali quest’analisi viene fatta pubblicamente e senza scalpore. Se lo sapesse sorella Debora!
Ad Acri ci ritroviamo con un’Amministrazione fallimentare, che, anziché rendicontare e rendersi disponibile al dibattito, nell’interesse generale, rimbrotta i cittadini.
Non è meraviglioso???

PUBBLICATO 12/10/2021 | © Riproduzione Riservata



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