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Le emozioni negative non sono tutte uguali

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Giuseppe Gencarelli
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Un’emozione può essere sì negativa, ma non per questo patologica. Esiste una marcata differenza tra le emozioni negative funzionali e le emozioni negative disfunzionali o patologiche. Darwin disse “le emozioni ci comunicano che abbiamo un problema che richiede attenzione e risposta”.
Le emozioni negative patologiche non permettono alle persone di raggiungere i loro scopi, di risolvere i problemi, peggiorano il processo decisionale e molto spesso portano ad un comportamento controproducente.
Mentre è assolutamente appropriato sentirsi tristi, anche molto tristi, per una perdita, ad esempio la morte di una persona cara, quando questa tristezza perdura per molto tempo, diventa debilitante o diventa depressione, allora sfocia in un problema che richiede attenzione e risoluzione. A questo punto potremmo dire che non si tratta più di emozione negativa funzionale, ma di emozione negativa patologica.
Certo, non è facile distinguere i due “tipi”, potrebbe essere utile riflettere sul fatto che le emozioni negative funzionali, per quanto intense, non vengono vissute come atroci o lancinanti.
Per quanto riguarda il comportamento, le emozioni patologiche portano ad azioni che ostacolano la risoluzione dei problemi.
Dal punto di vista sociale questi comportamenti hanno maggiori probabilità di attirare punizioni e/o di allontanare gli altri.
Anche i termini utilizzati possono evidenziare la distinzione tra emozioni negative sane ed emozioni negative patologiche, c’è differenza tra “Preoccupazione” e “Ansia patologica” tra Rimorso/Senso di colpa, Rammarico/Vergogna, Fastidio/Rabbia patologica, ed appunto Tristezza/Depressione.
Le emozioni negative sane non influenzano in maniera avversa le aree di funzionamento della persona, le emozioni patologiche invece interferiscono con le normali attività quotidiane di chi le prova o delle persone vicine.
Es. A è la mamma di un adolescente che il fine settimana esce a divertirsi con gli amici. A ha talmente tanta Ansia che chiama ogni mezz’ora per assicurarsi che il figlio stia bene, questo è motivo di litigio tra i due.
B è la mamma di un adolescente che il fine settimana esce a divertirsi con gli amici. B è preoccupata quando il figlio esce, lo chiama solo per dirgli che sta andando a dormire e per ribadirgli il solito “Stai attento”.

PUBBLICATO 20/12/2021 | © Riproduzione Riservata



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