L’anno che verrà tra dubbi e incertezze
Alberto De Luca
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Nel trambusto generale ognuno si ritira nel proprio orticello. Negli ultimi tempi le persone si osservano con occhio clinico mentre si stringono in un augurio apparente e distaccato. Negli occhi delle persone c’è qualcosa che rasenta il cinismo. Quanto sta avvenendo nella società odierna ha qualcosa di anomalo e soprattutto nel mondo occidentale che si fonda su una cultura di tipo cristiana. Tra le persone cresce un senso di narcisismo esasperante con una deriva conformista che sposa completamente il modello neoliberista che ormai contraddistingue la nuova società. Ognuno in fin dei conti preferisce rifugiarsi nelle proprie cose e lasciare fuori tutto il resto dopo aver fatto un giro di chiave al portone della propria abitazione. Ciò che resta fuori dalla porta non importa a nessuno come avviene per i cani abbandonati lungo la strada dai vacanzieri e dopo aver richiuso lo sportello del Crossover. Non è questo il mondo immaginato dai padri della Costituzione o da quelli che hanno dato la propria vita per i principi di libertà espressi e sanciti dalla Carta Costituzionale Italiana oggi puntualmente sacrificata e violata. La colpa è di tutti, ma soprattutto di chi in questo momento pur potendo fare molto per ristabilire il “Potere Democratico” preferisce girare la testa dall’altra parte o infilarla sotto la sabbia, omettendo di ricorrere a quella garanzia per cui “la legge è uguale per tutti” e non solamente al servizio di pochi o persino non eletti. A tal proposito c’è chi sostiene che siccome i partiti hanno preferito affidare la gestione dell’Emergenza (economica-sanitaria) nelle mani di un tecnocrate e chiaro che poi nessuno si può lamentare se il Presidente del Consiglio prende le decisioni da solo o va avanti come un treno fregandosene di tutto quello che è il “fondamento democratico” dello Stato. A questi sentenziosi interlocutori è bene rispondere subito e inversamente alle suddette teorie per evitare una deriva autoritaria. Una coordinazione ingarbugliata dello Stato che nemmeno il Presidente della Repubblica in persona ha saputo gestire al di sopra delle parti. Per questo motivo come cittadini liberi non possiamo sottrarci dai nostri doveri civili e dalla pratica di difesa della “Democrazia” poiché se siamo stati chiamati dallo Stato alla responsabilità di bucarci in maniera surrettizia per tre volte in pochi mesi a causa della Pandemia in atto, allora non si capisce come mai non dobbiamo interessarci alla sciagurata pratica politica portata avanti da mesi di “picconare” le Istituzioni e la Repubblica. Il Parlamento è ormai “sventrato” da tutti i punti di vista e non rappresenta più la pietra angolare dell’architettura istituzionale. Viviamo nel Paese in cui si è smontata la Costituzione e si va avanti a Decreti mentre la maggioranza del popolo ha dismesso la ragione per la paura. Secondo un antico proverbio il tempo attuale che sia il migliore o il peggiore è il solo momento che abbiamo di vivere anche quando c’è qualcosa che lo impedisce. Sii sempre in guerra con i tuoi vizi, in pace con i tuoi vicini, e lascia che il nuovo anno ti trovi una persona migliore, ma non sottovalutare che ormai prende sempre più piede il fatto che l’Italia sia una Repubblica Democratica fondata sul “lasciapassare” e non sul lavoro o sul fatto che la sovranità appartiene al popolo. Dunque che ognuno sia testimonianza di ciò che sta avvenendo nel nostro paese che è sotto gli occhi di tutti anche di quelli che preferiscono non vedere per svariate ragioni. Poiché il panorama delle cosiddette “libertà violate” è già molto ampio considerando anche l’arbitrarietà con cui si sbilanciano i diritti e le libertà Costituzionali.
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PUBBLICATO 01/01/2022 | © Riproduzione Riservata

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