OPINIONE Letto 4573  |    Stampa articolo

Lasciate ogni speranza, o voi che l'abitate?

Foto © Acri In Rete
Giuseppe Donato
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Nel formulare gli auguri di buon 18° compleanno alla testata che mi ospita, vorrei altresì confessare di non essere mai stato particolarmente attratto dalle testate giornalistiche che nascono come i funghi per perorare le cause più disparate e finire ben presto nel dimenticatoio mediatico, per la testardaggine editoriale di rimanere legati al proprio territorio purtroppo avaro di notizie e quindi destinato a segnare o confinare irrimediabilmente nella reiterazione di dispacci, veline e comunicati stampa, le varie CocozzelloNews, QuiPicitti, L’eco del Vallone ‘U midu, MerolinInrete e ThisIsCanaletta, senza contare le collaborazioni spesso usa e getta che proiettano un’ombra sinistra sulla linea editoriale evidenziandone l’autoreferenzialità e la ridotta lunghezza della catena imposta dal quieto vivere.
Per onestà intellettuale ne devo sottolineare comunque lo spirito pionieristico, ma quando lo stesso diventa evanescente a causa di errate scelte editoriali tendenti al conservatorismo o ancora peggio alla partigianeria, diventa un problema per i lettori seguirne le pagine online, comodamente raggiungibili e allo stesso modo eliminabili dalla propria rassegna stampa giornaliera.
Dopo questo dardo avvelenato scagliato a freddo, vediamo di suggerire una probabile via d’uscita a queste situazioni poco gratificanti, per non scadere nell’esercizio retorico dello sport nazionale nel quale il calabrese eccelle dai tempi della tassa sul macinato: la lamentela.
Se provassimo ad allargare il raggio d’azione delle “nostre” testate? Pensate alle piccole radio private, nelle quali i provetti giornalisti di oggi hanno magari mosso i primi passi (o non ne sono più usciti!). Che senso avrebbe trasmettere un segnale che risultasse non più ricevibile dopo aver raggiunto “i cancelluzzi”?
La sosta forzata per la pandemia, prima che arrivassero i sieri miracolosi (a scanso di equivoci vi informo che ho aderito alle opzioni vaccinali, nei tempi dettati dal Ministero dalla Salute, con un doppio AstraZeneca e un Moderna come dose booster!), ha chiaramente mostrato anche ai più scettici le potenzialità (migliorabili) della rete e quindi la possibilità di raggiungere i propri lettori o clienti che siano, anche nei posti più remoti, rendendo più agevole il compito alle imprese che intendono commercializzare i propri prodotti in un contesto più ampio, a condizione che le stesse usufruiscano di adeguati servizi fisici che supportino la rete (strade, ferrovie, porti, aeroporti) e qui casca l’asino e non si solleva più.
Nello stesso giorno in cui il Governatore Occhiuto annuncia alla regione intera di aver riportato nella casa dei calabresi la proprietà pubblica della Sacal, la società precedentemente e scialbamente consegnata in mano ai privati che si occupa della gestione degli aeroporti di Crotone, Lamezia Terme e Reggio Calabria, il diavoletto dimorante nelle serre che dal Pollino si dipanano fino a raggiungere le vette dell’Aspromonte poneva i calabresi, già fiaccati dalla sanità pubblica a intermittenza, dall’ennesima sferzata del Covid, dalle impennate dei costi di luce e gas, dalla guerra in Ucraina, dagli aumenti del carburante che solo per un mese (affrettatevi!) verranno sterilizzati dalla riduzione delle accise e compagnia cantante, davanti all’ennesima emergenza che in Calabria ormai veleggia verso un abusato e stantio cliché: una frana ha “tagliato” in due l’unica arteria stradale degna di questo nome a pochi chilometri dall’innesto della superstrada dei “due mari”, disegnando uno scenario che distribuisce il traffico sui “due mondi” restanti, come se si trattasse di una fase di transizione geologica o di un evento incaricatosi di traghettare l’umanità ante S. Mango d’Aquino e post Falerna. Un’ulteriore difficoltà che potrebbe fiaccare definitivamente quella sorta di ponte tibetano che è diventato il percorso calabrese dell’Autostrada del Mediterraneo, da superare velocemente e senza guardarsi i piedi, per raggiungere gli imbarcaderi in riva allo stretto.   
Traffico deviato in maniera rocambolesca sulla già trafficatissima SS 18 Tirrena Inferiore e sul percorso alternativo Paola-Cosenza della SS 107 Silana-Crotonese, soluzioni per una rapida apertura del tratto autostradale affidate a improbabili sopralluoghi per vagliare l’utilizzo di fotocellule puntate sul viadotto interessato dal movimento franoso e per scongiurare la replica di quanto accaduto al viadotto sul Polcevera e infine tanta pazienza per raggiungere lo scalo lametino da dove spiccare il volo verso la normalità ovunque essa sia perché per noi calabresi lo stato d’emergenza, come per le aspiranti miss impegnate in un noto concorso di bellezza, continua...  

PUBBLICATO 24/03/2022 | © Riproduzione Riservata



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