Invidiata Sila
Padre Leonardo Petrone
|
Una giornata per evadere dalla cronaca luttuosa, per non vedere il disastro della guerra e non piangere con i fuggitivi, per godere la pace che inebria il cuore. Niente trombe di guerra oggi, mi basta il mormorio del ruscello e il fruscio del vento tra i rami. Prima di riempirmi gli occhi del magnetismo che emana la perla di Calabria, ho recitato una preghiera di desiderio: “Signore, fammela vedere come l’hai pensata e creata Tu, non come l’abbiamo ridotta noi”. In quel momento mi era tornato in mente lo slogan della Rivoluzione culturale cinese: “grande è la confusione sotto il cielo”. Da appassionato Micologo, ho calpestato la Sila in lungo e largo. Ma la sua vera bellezza l’avevo solo sfiorata. Ho voluto ripercorrerla comodamente seduto in poltrona perché le gambe, dopo l’ictus, rifiutano i lunghi passi. Parto dalla visione generale e reale: floristica e faunistica. Questa visione è accompagnata da ipnotica melodia che nasce tra gli aghi di pino al soffiare del vento. Il crescendo melodico è ampliato dalla varietà arborea: il pino laricio, il fronzuto leccio, l’annoso castagno, lo svettante abete dalla linfa odorosa: qui anche l’erba dà fiato al dolce flauto. E poi? Il gorgoglio di cascate e cascatelle del Neto, del Crati, del misterioso Mucone: vedute di maestà selvaggia, e qui sono racchiusi millenni di fantastica storia non inquinata. Di notte, a volte, si sente l’ululato del solitario lupo, di giorno volano corvi e cornacchie, l’irrequieto scoiattolo polarizza gli sguardi. La Sila era, e in parte lo è ancora, approdo di numerose varietà di uccelli migratori: arrivavano, si dissetavano, riprendevano forza e via verso zone più calde. L’amenità delle tre Vallate rifiuta gli aggettivi qualificativi. La Sila Greca, oltre alla vastità arborea, è riserva alimentare, assicura sussistenza alle numerose comunità variamente sparse nella fascia pre silana. Giustamente Nicola Misasi la definisce "gigantesca mammella che disseta e nutre i moderni Bruzi”. “Sila grande racchiude Arvo, Ampollino, Cecita. Qui la bellezza sembra si sia comodamente posata per lasciarsi ammirare: panorama esteso, orizzonte senza limiti, si perde in lontananza. Siamo circondati dallo splendore della “Verde Sila”, gelosi corvi volano in alto disturbati dalle nostre numerose presenze, a sera, è armonioso il concerto delle rane che sale dal laghetto, ma intenso. Qui ci si riempiono gli occhi e il cuore, la mente vola sulle belle alture. Il fasto della natura avvolge nel mistero della bellezza. La prima enegia che ha illuminato le nostre case era prodotto dei tre laghi. Il turista si disseta alla sorgente e dice: “omnia mea mecum porto” (porto tutto con me). Il sole è sfinito, vuole tuffarsi nel bosco con flessuosa grazia, è ora del ritorno e lo sguardo raccoglie le ultime vedute che conserverà nello scrigno della memoria. Ritorno col silenzioso passo voluto dall’oscurità. Sembra di essere ammantati da immutabile bellezza, il tempo non corrode le cose belle, è la furtiva mano dell’uomo che appanna e distrugge. La bellezza naturale arricchisce con la luce, non a caso il primo comando di Dio Creatore fu “sia la luce” (Gn 1,3). La luce apre l’immensa finestra del Cielo e l’Incanto si mette davanti alla bellezza. Avanzando nell’invidiato Parco si acquista vigore, grazie all’onda di ossigeno e al silenzioso lavorio della clorofilla. Qui il rispetto è legge dominante, osserviamo l’amico gatto, copre sempre di terra i suoi bisogni. Siamo invidiati, rammarico di non avere quello che noi abbiamo. Di Sila ce n’è una sola ed è nostra, e Acri ha la sua bella fetta, è dono da custodire, è la superficie migliore per noi e per chi viene da noi. La bellezza è bene comune, la ricchezza è prepotenza privata. La bellezza irrora il cuore di tutti, ma… il pericolo dorme con un solo occhio: difendiamola e proteggiamola. Respira pure, gentile turista, il suo ossigeno dona salute. Si esce dalla Sila accompagnati da dolce musica, ecco come: nasce sulle panoramiche alture delle montagne, si anima nell’attraversare le pinete, cresce al gorgoglio delle cascate, si adagia nell’ubertosa pianura, e a passo lento entra e si ferma nel cuore. La beltà di questa dolce melodia sprigiona un grande grazie: “oggi ho visto e toccato la bellezza, mi ha abbracciato e mi ha fatto vedere la sua grande cornucopia. ancora un grazie”. P. Leonardo Petrone
|
PUBBLICATO 02/05/2022 | © Riproduzione Riservata

L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.
Ultime Notizie
CRONACA | LETTO 2110
Vicenda Deepfake. Non luogo a procedere per i cinque ragazzi indagati
Il Tribunale dei Minori di Catanzaro ha definito il procedimento nei confronti dei cinque ragazzi indagati in ordine ai gravissimi reati a loro ascritti, con sentenza di non ... → Leggi tutto
Il Tribunale dei Minori di Catanzaro ha definito il procedimento nei confronti dei cinque ragazzi indagati in ordine ai gravissimi reati a loro ascritti, con sentenza di non ... → Leggi tutto
OPINIONE | LETTO 1436
Dalle radici acresi al palco dell'Europa: Veronica Fusaro all'Eurovision 2026
Quando le luci dell’Eurovision Song Contest 2026 si accenderanno milioni di telespettatori in tutta Europa si ritroveranno davanti al televisore. L’Italia farà il tifo per Sal Da Vinci, vincitore del ... → Leggi tutto
Quando le luci dell’Eurovision Song Contest 2026 si accenderanno milioni di telespettatori in tutta Europa si ritroveranno davanti al televisore. L’Italia farà il tifo per Sal Da Vinci, vincitore del ... → Leggi tutto
CRONACA | LETTO 1981
Sparatoria. Non fu tentato omicidio. L’autore condannato a tre anni
Tre anni di reclusione, questa la condanna inflitta a M.A. di Acri al termine del processo celebrato dinanzi al Tribunale di Cosenza. Il 48enne, nel dicembre 2024, aveva esploso tre colpi di pistola ... → Leggi tutto
Tre anni di reclusione, questa la condanna inflitta a M.A. di Acri al termine del processo celebrato dinanzi al Tribunale di Cosenza. Il 48enne, nel dicembre 2024, aveva esploso tre colpi di pistola ... → Leggi tutto
COMUNICATO STAMPA | LETTO 640
Giustizia o Apparenza? Quello che non ti dicono sulla Riforma
C’è una sottile differenza tra riformare la giustizia e metterla sotto scacco. Mercoledì 18 marzo, alle ore 18:00, il Caffè Letterario di Palazzo Sanseverino Falcone ad Acri ospiterà un incontro ... → Leggi tutto
C’è una sottile differenza tra riformare la giustizia e metterla sotto scacco. Mercoledì 18 marzo, alle ore 18:00, il Caffè Letterario di Palazzo Sanseverino Falcone ad Acri ospiterà un incontro ... → Leggi tutto
NEWS | LETTO 2030
Sorpassometro Acquappesa. Arriva la prima sentenza. Il Giudice da ragione all'automobilista
Lunedì 16 marzo il Giudice di Pace di Paola ha, infatti, accolto il ricorso dello Studio Legale Feraudo annullando il verbale con il quale il Comune di Acquappesa aveva contestato ad un automobilista ... → Leggi tutto
Lunedì 16 marzo il Giudice di Pace di Paola ha, infatti, accolto il ricorso dello Studio Legale Feraudo annullando il verbale con il quale il Comune di Acquappesa aveva contestato ad un automobilista ... → Leggi tutto



