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Armiamoci e partite

Foto © Acri In Rete
Giovanni Cicchitelli
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La fine dell'estate porta con sé i classici temporali e con essi ricominciano a piovere anche certe polemiche, sin qui sopite dalla calura estiva. L'ultimo violento temporale, in particolare, ha provocato serissimi problemi di viabilità nella frazione di Là Mucone. In questo caso, sarebbe davvero ingeneroso prendersela con l'attuale amministrazione. Eppure, gli stessi che hanno la bocca ancora piena della porchetta e delle pizzette elettorali dei comizi-spettacolo, non risparmiano di critiche la nuova amministrazione, che poi è la stessa di cinque anni fa: immobilismo, scarsa preparazione, mancata programmazione, ecc. Stavolta però la critica non coglie nel segno, giacché questi eventi meteo, sempre più estremi, non prevedibili e non evitabili, accadono anche nell'organizzatissimo nord Italia, provocando i medesimi danni. A fronte di uno smottamento, l'unico provvedimento da adottare è la chiusura della circolazione, per prevenire danni maggiori, magari alle persone. Altra polemica, invece tutta estiva, è stata quella generata dall'ordinanza che ha limitato la vendita di alcolici durante la notte bianca. Ho letto praticamente di tutto contro chi l'ha emessa, tra cui l'assurda accusa di "uccidere l'economia di Acri". Questa volta mi voglio rivolgere ai concittadini di Acri come a quelli di Là Mucone: questa amministrazione è stata eletta e nessuno ha fiatato; anzi, per l'esattezza è stata rieletta, per quanto serpeggiasse il malcontento per la passata consiliatura, dai bar alle botteghe dei barbieri. Quindi basta ipocrisie: non si può e non si deve criticare ciò che è stato eletto e rieletto. Chi è scontento, piuttosto che fare come nella canzone di De André, limitandosi all'inventiva, prenda carta e penna e raccolga le firme per una petizione che chieda le dimissioni di Capalbo e della sua Giunta, ovvero taccia per i prossimi 5 anni.

PUBBLICATO 28/08/2022 | © Riproduzione Riservata



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