Scuola dell'inclusione, celiachia e pagliacci stipendiati
Gaia Bafaro
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Sono mamma di una bambina celiaca e mi rendo portavoce di tante altre madri della provincia di Cosenza e delle loro testimonianze.
Il succo dei discorsi di tutte è questo: medici che non curano, insegnanti che non insegnano e tantissima ignoranza su di un argomento che bene o male comincia ad interessare una gran fetta della popolazione. Si tratta di una intolleranza alimentare facilmente gestibile con una serie di semplici accortezze che, tuttavia, sono spesso ignorate e non rispettate. Sentiamo parlare di cibi "gluteen free" in diversi locali ma si può realmente stare tranquilli quando li si consuma? Tutto viene affrontato con leggerezza e i proprietari di alcune attività, per qualche euro, avvelenano letteralmente le persone celiache a causa della famigerate contaminazioni con conseguenze spesso gravi sul consumatore. Purtroppo non è tutto. Quando parli di morbo celiaco due sono le reazioni plausibili: "Che sarà mai! Anche io sono intollerante al lattosio e mica sono morto!" Oppure: "No per carità non siamo attrezzati per celiaci, non vogliamo questa responsabilità". Siamo nel 2022, il progresso tecnologico è avanzato ma quello culturale? La testa è addormentata e vive in una ignoranza inaccettabile oggi che esistono tutti i mezzi per informarsi. Tra le altre cose l'AIC (Associazione Italiana Celiaci) tiene periodicamente dei corsi di formazione per la scuola (e per chiunque fosse interessato) gratuiti e ha sede anche in Calabria. "Il sonno della ragione genera mostri" è il titolo famoso dipinto di Goya e così è. Le mamme di bimbi affetti da celiachia (e tutti i celiaci di ogni età) sono costrette a fare le valigie per partire in modo da poter affrontare visite in centri più attrezzati. I controlli medici non sono l'unica difficoltà, anche le scuole diventano un incubo che interessa il pubblico ed il privato. Nel pubblico incontri le educatrici eccezionali che con un sorriso di circostanza ti dicono: "La contaminazione è inevitabile, noi abbiamo classi numerose.Non possiamo fare attenzione al suo bambino se non è capace di mangiare, bere e tutelarsi da solo, non abbiamo tempo." Nel privato invece ci sono gli avvoltoi divoratori di soldi: "si certo che possiamo badare al suo bambino, sono 1000 euro di iscrizione e 470 euro mensili esclusi i pasti che deve fornire lei" per poi sentirsi dire : "stia tranquilla, suo figlio ha mangiato coscette di pollo e pasta e patate con gli altri" ma come pasta e patate! ?Mio figlio è celiaco!!!" Alla faccia della scuola e dell'inclusione! Qui si include solo per portafogli ma senza accortezza e preparazione oppure si viene pagati dallo Stato per non avere tempo di badare ai bambini! Qualcosa non funziona e il pesce puzza dalla testa si dice. Forse troppe lauree e troppi posti di lavori acquistati senza merito? Forse oggi l'istruzione universitaria è più accessibile ma meno formativa? Forse esiste uno Stato fantasma che richiede solo tasse senza garantire servizi? Del resto il popolino mediocre prende esempio dalle autorità: Se possono farlo loro perché non io? Personalmente mi chiedo se non sia meglio una monarchia. Mi interrogo anche su questo assopimento generale e se sia dovuto a corruzione, codardia o leggerezza. Sanità e istruzione, i due pilastri di una società, si sgretolano sotto gli occhi di tutti e i più restano sorridenti e imbambolati con gli occhi puntati sui propri smartphone. |
PUBBLICATO 20/09/2022 | © Riproduzione Riservata

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