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Dotti, medici e sapienti

Foto © Acri In Rete
Marcello Perri
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Alla lettura dell’articolo uscito ieri sul quotidiano online Acri In Rete sulla questione ospedale (clicca qui), sono ricomparsi nella mia mente una serie di ricordi ed avvenimenti che mi hanno fatto ripercorrere gli ultimi dieci anni della vicenda “Beato Angelo D’Acri”.
Correva l’anno 2011, se la memoria non mi inganna, quando ci vedemmo privati del primo di una serie di servizi erogati dall’ospedale cittadino, il reparto di ostetricia e ginecologia.
Da lì in poi sempre peggio, sono i fatti a raccontarlo. E’ storia.
Nacque un comitato cittadino, diversi incontri, una manifestazione di 7000 persone, una manifestazione sotto “Palazzo Campanella” a Reggio Calabria, un ricorso al Tar.
Tutto questo per difendere il diritto più importante che ad ogni cittadino spetta. Ne sono passati di anni, diverse amministrazioni comunali e regionali si sono succedute.
Tutti hanno usato l’ospedale come cavallo di battaglia per campagne elettorali squallide e di basso livello.
Assistiamo da più di dieci anni a continue prese in giro, loro stessi, quelli che vengono a mendicare un voto, puntualmente vengono presi in giro dai capoccioni che stanno al comando. Loro però, ci vorrebbero convincere del contrario.
Mi chiedo quindi: ad oggi cosa è cambiato davvero? Cosa è migliorato?
Provate ad andare in pronto soccorso per una trasfusione.
Se un cittadino avesse bisogno di una chirurgia per una semplice appendicite, troverebbe le risposte ad Acri o farebbe il giro della provincia per un posto letto?
Eppure vantiamo chirurghi di grande esperienza che non avrebbero nessuna difficoltà nella gestione di queste problematiche.
E quindi, il famoso potenziamento di cui tanto si è parlato negli ultimi dieci anni è avvenuto oppure no?
Il peso politico dei grandi amministratori locali, che risultati ha prodotto per il nostro nosocomio?
Un tempo il nostro era un ospedale di riferimento, non solo per gli acresi ma anche per i paesi limitrofi, oggi invece viene chiamato ospedale di zona disagiata.
Un tempo vantavamo una chirurgia fiore all’occhiello per l’intera provincia, oggi invece sento parlare di casa della salute, lungodegenza, addirittura qualche genio aveva puntato sul reparto covid smantellando la chirurgia per trasferirla nel vecchio padiglione.
Checco Zalone direbbe: ”ma sono del mestiere questi?!”
Potrei fare molte altre domande, ma servirebbe a ben poco, perché loro, hanno sempre la verità in mano, il resto conta poco.
Ad Acri, di DOTTI, MEDICI E SAPIENTI ne abbiamo tanti e per questo credo che sarebbe il caso di dare risposte concrete e soprattutto vere.
Di fesserie negli anni ne abbiamo ascoltato molte.
Troppe.

“…Al congresso sono tanti
Dotti, medici e sapienti
Per parlare, giudicare
Valutare e provvedere
E trovare dei rimedi
Per il giovane in questione
Permettete una parola, io non sono mai andato a scuola
E fra gente importante, io che non valgo niente
Forse non dovrei neanche parlare
Ma dopo quanto avete detto, io non posso più stare zitto
E perciò prima che mi possiate fermare
Devo urlare, e gridare, io lo devo avvisare
Di alzarsi e scappare anche se si sente male
Vai scappa, scappa!”

PUBBLICATO 18/01/2023 | © Riproduzione Riservata



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