OPINIONE Letto 4430  |    Stampa articolo

L'eccellenza che uccide

Foto © Acri In Rete
Franco Bifano
condividi su Facebook


Si è chiusa nel bagno dell’Università IULM di Milano e ha scritto un biglietto con il quale ha chiesto scusa per i suoi fallimenti. Si è avvolta la sciarpa intorno al collo e si è impiccata. Aveva solo 19 anni.
Quale fallimento grava sulle spalle di una ragazza così giovane da spingerla a farla finita? Non riesco a immaginarne nemmeno uno.
A questa età la parola fallimento non dovrebbe essere neanche contemplata, soprattutto se riferita al percorso di studi intrapreso. Qualche esame andato male, la difficolta a reggere i ritmi della vita universitaria, persino il non riuscire a laurearsi non sono certo da considerare un fallimento.
Ognuno dovrebbe avere la possibilità di seguire le proprie attitudini, anche se non prevedono un percorso universitario. Il problema è che questo modello di eccellenza “spinto”, al quale questa società tende sempre di più, non fa sconti.
Si corre perciò il rischio che si trasformi in un pesante carico di aspettative che, prima o poi, finisce per schiacciare gli studenti. Non è un caso se un gesto così estremo – purtroppo non è il primo - è avvenuto all’interno di un’Università.
Evidentemente c’è qualcosa di perverso in questo sistema che sfibra e logora i ragazzi nel profondo. Sarebbe auspicabile che gli Atenei si interrogassero su questo. Del resto, non possono limitarsi a essere un luogo di formazione e di preparazione al lavoro, a prescindere.
L’Università come comunità aperta, deve favorire il confronto, l’aggregazione e la crescita personale. Diversamente si corre il rischio di un avvilimento degli studenti. Un meccanismo diabolico questo che può trasformarsi nel primo passo di un percorso infelice che, una volta intrapreso, può portare a conseguenze devastanti.
Il silenzio e la tendenza a isolarsi sono segnali che non andrebbero mai sottovalutati, perché sono, troppo spesso, propedeutici della depressione.
Quasi sempre i ragazzi prima di sprofondare in questo abisso mandano questi o altri segnali. Il guaio è che noi adulti, completamente assorbiti da questa società frenetica (quando non dai social) non siamo in grado, o non abbiamo il tempo, di intercettarli.
Quando ci riusciamo, facciamo poi fatica a decodificarli. Si crea così una sorta di corto circuito nel quale il disperato grido di aiuto lanciato si perde nel vuoto.
Quello stesso terribile vuoto che rischia di avvolgere e stritolar i ragazzi che non trovano ascolto, comprensione e aiuto.

PUBBLICATO 04/02/2023 | © Riproduzione Riservata



L'offerta informativa di Acri In Rete restera' gratuita, senza barriere digitali che limitino l'accesso a notizie, inchieste e approfondimenti.
Se credi in un giornalismo libero, indipendente e impegnato a dire la verita', la tua donazione puo' diventare un sostegno concreto alle nostre battaglie.
La tua donazione sara' davvero una (bella) notizia.











Ultime Notizie

IL FATTO DELLA SETTIMANA  |  LETTO 990  
Vicenda Pastrengo. La lettera del Dirigente scolastico Curcio alle famiglie
All’indomani dell’inquietante episodio verificatosi alla scuola materna Pastrengo, il Dirigente scolastico dell'Ic Padula, Maurizio Curcio, ha scritto una lettera alle famiglie. ...
Leggi tutto

STORIE  |  LETTO 366  
Dall’Atene di Calabria al Palazzo di Vetro: Iside Pugliese e il Potere della diplomazia
Il palcoscenico internazionale del Change the World Rome — tra i forum più autorevoli al mondo per la formazione della futura classe dirigente — ha visto brillare una voce giovane ...
Leggi tutto

CRONACA  |  LETTO 4939  
Scuola Pastrengo. Due donne tentano invano di avvicinare una bimba. Indagano i carabinieri
Un grave episodio si è verificato ieri alla scuola primaria e materna Pastrengo. Dalle notizie raccolte, ieri mattina due donne, non italiane, si sarebbero avvicinate alle finestre delle aule poste al ...
Leggi tutto

COMUNICATO STAMPA  |  LETTO 450  
Incontro con Cristina Obber
In occasione della giornata internazionale dei diritti della donna la FIDAPA, Sezione di Acri, ha promosso e organizzato l’evento dal titolo “diritto di essere ed apparire: identità, ...
Leggi tutto

OPINIONE  |  LETTO 1579  
La solita musica...
Il solito ritornello finalizzato a presentare un paese in disfatta. La predica viene da un predicatore che in passato, per anni, si è occupato della gestione amministrativa del Comune di Acri, contrib ...
Leggi tutto